Dolori da corsa: fascite plantare, tendine d’Achille e ginocchio, i segnali da non ignorare
Riconoscere per tempo i fastidi più comuni tra i podisti aiuta a fermarsi al momento giusto e a chiedere un parere medico.
La corsa fa bene, ma ripete migliaia di volte lo stesso gesto: quando carichi e recupero non sono in equilibrio, compaiono i primi fastidi. Conoscere i più frequenti aiuta a non sottovalutarli. Queste indicazioni sono generali e non sostituiscono la visita di un medico o di un fisioterapista.
Fascite plantare
Si presenta di solito come un dolore sotto il tallone, più forte ai primi passi del mattino o dopo essere stati seduti a lungo. È tra i disturbi più comuni nei podisti, spesso legata a un aumento rapido dei chilometri.
Tendine d’Achille
Rigidità e dolore nella parte posteriore della caviglia, soprattutto all’inizio della corsa, sono segnali da ascoltare. Ignorarli e continuare a spingere può allungare molto i tempi di recupero.
Ginocchio del corridore
Il dolore intorno o dietro la rotula, che peggiora in discesa o sulle scale, è uno dei motivi più frequenti di stop. Anche il dolore sul lato esterno del ginocchio, tipico delle uscite lunghe, merita attenzione.
Quando fermarsi
- Il dolore cambia il modo di correre o costringe a zoppicare.
- Peggiora durante l’uscita invece di attenuarsi.
- È presente anche a riposo o di notte, oppure compaiono gonfiore e calore.
In questi casi è meglio sospendere la corsa e farsi visitare. La prevenzione passa da aumenti graduali del carico, giorni di recupero, scarpe in buono stato ed esercizi di rinforzo.