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Argomento : Ecopanoramica S.Leo-S.Marino 8.06.13

Tempus fugit

Postato il
10/06/2013
ora 01:10:35

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Tra i "regni" patrocinati da due santi scorre un percorso panoramico entusiasmante per bellezze paesaggistiche e faticosità...se poi ci mettiamo che la corsa termina nel contesto della festa di Chiesanuova in onore della Madonna e di Sant'Antonio, ecco che l'estremo agonismo riveste anche un carattere sacrale! Eccitato di fare quest'esperienza podistica ma anche messo in guardia da alcuni conoscenti sulle sue reali difficoltà, parto da Ravenna dopo pranzo alla volta della Valmarecchia sotto un sole rovente. A dire il vero sono soprattutto preoccupato dal gran caldo, sembra essere finalmente scoppiata l'estate con le temperature che tutti si aspettano.Fortunatamente,  una volta imboccata la Marecchiese, avvicinandomi a S.Marino il cielo comincia a velarsi e a spirare un refolo di arietta. Finchè non mi inerpico verso S.Leo e la temperatura non "scende" sui 25-26° C (dai 30 con i quali ero partito). Sono tra i primi partecipanti a giungere nel paese. Il parcheggio principale, poco sotto la piazzetta, è ancora semi deserto. Incuriosito dall'assonnata,         tranquilla atmosfera che si respira vado subito a ritirare il pettorale e qui comincio a vedere le prime canotte colorate che si agitano. Di lì a poco il centro della cittadina comincia ad affollarsi di runners perloppiù del riminese. Comincio ad osservarli con l'intento di cogliere qualche caratteristica "antropologica" (così come feci durante una trasferta sotto Natale con i corridori toscani). Ad un primo sguardo mi sembrano avere un fisico molto atletico, e mi viene da pensare che siano tutti portati ad allenarsi in collina, il loro "habitat" naturale. Ciò a cui non sono ancora molto allenato io, mancanza che spero di correggere nei prossimi tempi. All'improvviso, tra tanti atleti prestanti ecco sbucare fuori quasi inosservato un corridore dal fisico mingherlino...ma è Rachid Benahmdane, il runner dalle caviglie di giunco! Lo riconosciamo io ed un altro corridore, e subito lo andiamo a salutare. E' di un'esilità impressionante, anche il nostro Zanini è quasi il doppio di lui... Faccio poi conoscenza di un corridore di Modena che, incaricato dalla Top Runner TV, riprenderà la corsa con una fotocamera digitale assicurata sulla testa. Dice che l'ha già fatto un sacco di volte, e comunque assolverà al suo compito non dalle retrovie, durante la corsa sarà sempre tra i primi...chissà che spettacolo se avrà ripreso le lunghe discese... Mi metto poi a cercare tra i partecipanti qualcuno delle società del ravennate. Vedo molti cesenati, gli "amici della fatica", e finalmente vedo un ragazzo con la canotta della società 100 km del Passatore col quale scambierò due chiacchiere a fine gara. Poco prima della partenza ad un corridore della Misano chiedo di salutarmi Dexter. Ma la corsa presenta una nota goliardica con la partecipazione di un atleta della Gabbi che festeggia a modo proprio l'addio al celibato! Circondato da una quindicina di amici e compagni tutti rigorosamente in maglietta dedicata, l'oretta che precede l'inizio della gara è uno show continuo fatto di cori, strombazzate e scenette nel tranquillo centro di S.Leo. L'atleta è poi vestito con pantaloncini rosa, calzette, e pure una parrucca. Va beh, distrazioni a parte si fa ora di partire, e dopo lo sparo alla partenza ci si precipita subito giù dal borgo, verso le prime salitelle. Benhamdane con passo aereo s'invola subito, seguito dall'atleta celibe ancora per poco... Comincia la prima salita ripida di benvenuto ai podisti, se ne susseguono altre intervallate da discese sulle quali riesco a riguadagnare quanto "perdo" nei tratti in salita. Cominciano anche i ristori, e qui decido di non perdermene neanche uno: mi fermo sempre, anche se per pochi secondi, per bermi un bicchiere e versarmene un secondo in testa. Il sole non picchia fortissimo, si ha la fortuna di passare anche all'ombra delle piante sul ciglio del percorso, ma la fatica comincia ad accumularsi...Incredibile come certi runners riescano ad andare tanto veloci in salita. Io però mi rifaccio sulle discese mollando letteralmente le gambe, senza faticare più di tanto. Un primo punto difficile è mi pare presso Montecopiolo. Qui il percorso sale intorno al paesino per poi tornare verso il basso di un 500 m e reincrociare coloro che ancora devono percorrere lo stesso tratto. Sono i tratti più odiosi del percorso, è insopportabile vedere da tanto vicino coloro che ti sono davanti, in realtà tanto lontano!! Cerco mentalmente di immergermi nel paesaggio circostante e sul km 10 comincia una discesa spettacolare dove mi lancio entusiasta. Pare quasi che il corpo sia puro veicolo del desiderio di movimento della mente. Per lunghi tratti vado sotto i 3 min. 30 che per me sono fanta-podismo. Alle spalle non sento più nessuno, davanti a circa 500 m corrono 5-6 atleti che non dispero di raggiungere, la fatica pare quasi essersi azzerata mentre tutto si fa verde, anche il grigio asfalto, tutto è pura vegetazione collinare...Ma siamo solo al km 12. Qui tonico e baldanzoso, su un breve, piano rettilineo sorpasso dolcemente una signora di una certa età dal fisico atletico, un poco in affanno. Ci scambio due chiacchiere e lei mi dice che dai, resta "l'ultima rampa". Vado oltre, fiducioso. Ed ecco, sale "l'ultima rampa" CRISI! Dopo qualche centinaio di metri di lentissima corsetta mi tocca rallentare ed anche fermarmi, per procedere camminando...Mi sembra di avere terminato la benzina. Di lì a poco mi supera un ragazzone di S.Marino che, ironico, mi chiede come faccia ad andare tanto veloce in discesa  Ah, il problema è la salita gli faccio io. E' un momento storico. Per qualche istante monta lo scoraggiamento, mi sento di essere tornato indietro nella mia scala evolutiva a più di un anno fa...mentre medito di fermarmi mi dico che non può finire così, caz! dietro di me ce ne sono tanti tanti che devono ancora arrivare. A quel punto la macchina si rimette in moto e riprendo a corricchiare. Nel mirino poco più avanti è l'ironico che mi ha appena superato. Finalmente si ricomincia a scendere. Lo slancio non è quello di prima, ma dietro è terra bruciata! Gli ultimi 5 km in vista di Chiesanuova (dove negli anni 90 avevo lavorato per qualche mese) li percorro veloce, raggiungendo perlomeno un partecipante, mentre l'"ironico" è purtroppo irraggiungibilmente avanti. Al traguardo più che affaticato, sono disidratato, sento solo che mi stanno mettendo la medaglia di partecipazione al collo (a proposito questa è la prima volta che mi accade in una corsa) mentre l'altoparlante dice il mio nome e mi fiondo al ristoro a trangugiare litri di acqua thè e sali. Complimenti per i punti di ristoro sul percorso, erano tutti necessari almeno per me. E poi credo di avere fatto un buon tempo. Sulla piazzetta di arrivo, dopo la doccia ed in attesa di prendere il pullman per il rientro a S.Leo si fa in tempo pure a godersi la cerimonia di premiazione. Ha vinto com'era d'aspettarsi il leggero e rapido Benhamdane in un'ora e 14 mi dice lui stesso, secondo il ragazzo della Gabbi acclamatissimo in un'ultima gag dai suoi compagni, bravissimo anche lui! Alle 19,30 siamo in una dozzina circa a prendere il pullman. Il rientro è travagliato, un partecipante si sente male e tocca fermarsi due volte durante il tragitto sui tornanti. Nel frattempo all'interno si parla di 100 km, idoli nazionali (Calcaterra) e regionali (Serasini). Qui può dire la sua il ragazzo brisighellese della società "100 km." che in gara si è comportato assai bene (vedo poi che è arrivato decimo). Incuriosito dal tema gli chiedo qualcosa sulla sua preparazione alla "Grande Corsa". Capisco soprattutto che le altre competizioni del "Trittico" non sono altro che preparatorie alla terza, più importante, come lunghi neanche poi così lunghi... Nella mia testolina mi dico che pensare ad un lungo di 70 km preparatorio ad una corsa ancora maggiore è come per un credente cercare di afferrare Dio con un'immagine... E' l'incommensurabile. Ma ci sono dei mistici -  e dei runners che possono. La giornata si conclude con un divertente siparietto. Il pullman non può risalire verso il borgo per scaricarci ai parcheggi presso il centro... Ci molla alla base della rupe. Quindi non resta altro che prendersi la sacca in spalla e risalire il cammino. Una bella defatigante camminata in salita che al tramonto riconcilia con il ritorno alla "normalità". Tempus fugit.  P.S. In meno di mezzora arrivo a S.Paolo sopra Rimini,da Rinaldi,  una trattoria con terrazza panoramica. Qui mi ritemprano strozzapreti alle verdure e ricotta, e la specialità del galletto arrosto con patate cotto nel coccio. L'alimentazione è importante.

ThoMas sacrato

Postato il
12/06/2013
ora 22:07:36

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Complimenti, il tempo tutto sommato non e' male, per non esserti allenato in salita...
Puo' darsi che tu abbia un po' esagerato in discesa, senza considerare che ti aspettava ancora un bel tratto in forte salita.
Forse non sembra ma la discesa puo' risultare assai dispendiosa, specie se la si sfrutta per andare al massimo.

Se ti piace il collinare, sabato a Cesena c'e' la notturna di S. Giovanni, una gara da 500 e passa iscritti, seguita dal cross dei campioni, gara su circuito cittadino ad invito, che schiera un certo numero di fuoriclasse. 

Tra l'altro quest'anno ricordano anche Simone Grassi che e' quel podista cesenate recentemente e prematuramente scomparso di cui ho pubblicato una lettera qualche tempo fa... 

Tempus fugit

Postato il
13/06/2013
ora 13:40:23

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Sì Thomas forse è come dici tu...in discesa mi diverto troppo, esagerando ma mi diverto. Purtroppo a Cesena non potrò esserci, dicono tutti sia una bella classica. Cercherò di allenarmi in collina, d'altronde in Romagna abbiamo delle bellissime località che neanche tutti conoscono...

Tempus fugit

Postato il
13/06/2013
ora 13:41:57

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...e tanti pensieri corrano anche in memoria di Grassi
Letto n. 2053
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