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Argomento : Vorrei spezzare un Lance...

ThoMas sacrato

Postato il
19/01/2013
ora 10:43:54

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... in favore del podismo.Io credo (rischiando di cadere nel piu' bieco qualunquismo) che siamo abbastanza distanti (nel bene) dal ciclismo senza, per carita', criminalizzare quest'ultimo, per rispetto nei confronti dei tanti, credo, onesti.Devo dire che non ho mai frequentato il ciclismo amatoriale (sul quale, pero', ho sentito diverse brutte storie raccontate da podisti ex ciclisti...); frequentando pero' il podismo amatoriale mi sento di poter dire che (salvo eccezioni piuttosto rare) certe robe da noi non girano, dai.
Poi magari esiste la stessa situzione a livello di dicerie (piu' o meno infondate), ribaltata, da parte di ciclisti ex podisti... chissa'.Vorrei quindi ascoltare anche la vostra opinione in merito (meglio sarebbe da chi frequenta o ha frequentato entrambi gli ambienti), ed accetto -anche se a malincuore- qualsiasi forma di obiezione alla mia (ingenua?) convinzione.
Saluti

Dexter

Postato il
19/01/2013
ora 14:43:00

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Stavolta sono pienamente d'accordo con te, conosco ciclisti che anche solo in allenamento per dare la paga a qualcuno, mi hanno ammesso candidamente di prendere prima di partire antidolorifici o aspirina solo per sentire meno la fatica e poter spingere di più!
E poi sono sempre in mezzo alla strada
Anche io ingenuamente penso che l'ambiente del podismo sia molto più libero e sano di quello del ciclismo.

Podista Puritano

Postato il
19/01/2013
ora 17:28:44

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 Concordo appieno con quanto descritto sopra.....esaltati e maleducati,sempre in mezzo sia che tu sia a piedi,di corsa,che in  auto. Saluto

Tempus fugit

Postato il
21/01/2013
ora 00:21:59

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Purtroppo anch'io del ciclismo ne ho viste personalmente e sentite tante, e questo mi dispiace tantissimo, perchè ritengo che il ciclismo puro sia uno sport stupendo. Ho smesso di seguirlo oramai da una decina di anni, non ho molta fiducia o simpatia (magari esagero) nei confronti degli amatori, nè tantomeno nei professionisti. Quando ho letto di Armstrong, un uomo che prima di diventare un campione (poi rivelatosi falso) nello sport è stato prima di tutto un campione nella vita sconfiggendo il cancro mi pare ai testicoli, la mia considerazione nei confronti di questo sport è andata sottozero...ma ci pensate che migliaia e migliaia di appassionati hanno seguito per una decina d'anni e si sono appassionati per gesta sportive che si sono rivelate drogate? Gente che ci ha creduto veramente, che ha riversato la propria passione in un ambito che si crede al riparo dalla vita quotidiana con le sue problematiche? La stessa sensazione poi che ho provato anche nei confronti del calcio dopo lo scandalo scommesse di 6 anni fa, che si sta perpetuando nuovamente...è uno schifo continuo, e forse è anche uno dei motivi per i quali sto smettendo di seguire certi sport con protagonisti pagatissimi e viziatissimi sotto i grandi riflettori, e che mi stanno facendo innamorare della corsa e del suo ambiente, che mi pare tanto vero e genuino nella sua semplicità. Spero che la mia non sia un'illusione, e che effettivamente in questo mondo, quello delle podistiche paesane ed anche delle competitive la gente che lo frequenti sia autentica ed onesta...

Dexter

Postato il
21/01/2013
ora 18:23:15

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Purtroppo che nel ciclismo pro siano tutti "sbombati" e' la scoperta dell'acqua calda, chi più chi meno si pompano tutti!
Il calcio.............
......ho smesso di seguirlo quando hanno lasciato a casa, non convocandolo per il mondiale, un tipo che era quasi capocannoniere quell'anno e che aveva rinunciato ad una marea di soldi all'estero per la nazionale, uno che era tutto pallone e famiglia, senza tante discoteche e starlette di turno, uno che a 18 anni in trasferta da queste parti in una Rimini (allenatore Sacchi)- Vicenza ebbe un infortunio che avrebbe fermato la carriera di qualsiasi giocatore (gli girarono una gamba al contrario frantumandogli tutto il ginocchio e tutto cio' che c'era dentro), uno che viveva e amava all'inverosimile quella sfera di cuoio, uno che ha vinto pochissimo rispetto a ciò che era, un genio, una leggenda, secondo solo a Maradona!
Bidonato e offeso lui, per me il calcio è finito e dopo quel giorno stadi, società proffesionistiche e tutto quello che ci girava intorno potevano anche bruciare!
Uno che.....
Ma come si chiamava.......
Mi pare........
Ma forse........
AH SI'! Un certo ROBERTO BAGGIO!
Scusate L'Off Topic.

Dexter

Postato il
21/01/2013
ora 18:29:44

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Comunque per dare a Cesare cio' che è di Cesare, ricordiamo il caso Swhatzer (non sò se l'ho scritto bene) e che Mennea (un bianco!!!!!), stabilì un record del mondo sui 200 metri a Mosca che resistette per 20 anni.
Quindi certe cose le fanno anche chi corre a piedi.

ThoMas sacrato

Postato il
21/01/2013
ora 20:50:33

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Il 19:72 di Mennea, che fu stabilito alle Universiadi di citta' del Messico (quindi in altura) fu battuto dopo 17 anni, ed e' tutt'ora record europeo!
Pero', attenzione: quando si parla di Mennea, saltano tutti i discorsi che si basano su presupposti 'comuni'.
Mennea si sottoponeva ad allenamenti che dire *MASSACRANTI* e' un eufemismo.
La sua motivazione e la sua voglia di rivalsa erano come la sua velocita' di punta sui 200 (a scapito di una partenza piuttosto 'lenta'): irresistibili.
Secondo me Mennea non si dopava, ma il mio e' un commento di parte: la 'freccia del sud' e' sempre stata ed e' tuttora uno dei miei piu' inossidabili miti sportivi.
Morirebbe una parte di me, se si scoprisse il contrario.

Comunque, queste le sue parole:
"Su 365 giorni l'anno, tutti di allenamento, ne saltavo solo 15. A casa mia, a Barletta, tornavo solo tre volte. Per il resto, sempre a Formia, mattina e pomeriggio, anche a Natale e Pasqua. Alla sera mangiavo come un matto, ma niente alcolici e cibo piccante. Stavo in un albergo che ospitava ricevimenti nuziali, a me andavano i resti, era una pacchia: antipasti, primi, secondi, contorni, frutta, dolci. Ero abituato bene, con mia madre che mi preparava la pasta al forno alle tre di pomeriggio. Non sono mai stato male di stomaco e a livello muscolare in 20 di attivita' non mi sono mai strappato. Quelli che si allenavano con me, non reggevano il ritmo, se ne andavano dopo un anno, sfatti. Quando Vittori nei convegni mostrava il programma di lavoro gli chiedevano: ma chi ha fatto queste cose e' ancora vivo?". 

Vi consiglio di leggere tutto l'articolo perche' merita davvero:

www.repubblica.it/2009/05/rubriche/la-storia/mennea-8-set/mennea-8-set.html

Prendete la riga sopra e copincollatela tutta nella barra di indirizzo del browser.

Buona lettura

Tempus fugit

Postato il
21/01/2013
ora 22:35:53

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Avete proprio ragione, avevo rimosso quel cogl...di Schwazer con i suoi ovetti kinder...che rabbia! E mi sono venuti in mente i commenti di un mio amico giornalista sul doping in atletica negli anni '90. Spero che il mito di Mennea rimanga tale... Proprio vero che non esistono "isole felici", tale la politica, tale la società e tutti i suoi ambiti... Sicuramente ad un certo livello dove girano un pò di soldi e i riflettori dei mass media, la tentazione a truccare la carte e a farsi corrompere si presenta molto forte. Io però mi attacco con tutte le mie forze a questa zattera dell'amatorialità del podismo...voglio crederci perchè ho bisogno di opporla al marciume imperante in altri ambiti della vita. Non mi rassegno e continuo a correre nel mio piccolo quotidiano con questa convinzione.

Carlo (admin)

Postato il
22/01/2013
ora 15:25:50

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replica ThoMas sacrato del : 21/01/2013 -
messaggio : Il 19:72 di Mennea, che fu stabilito alle Universi


Grazie per la segnalazione dello stupendo articolo su Mennea pubblicato su Repubblica.it alcuni anni fa.
Meritava di essere pubblicato anche su questo sito, nella sezione "Zapping".
Per qualche settimana inserirò il link anche dalla home page, in alto a destra, nella piazzola riservata agli "ultimi aggiornamenti".
Letto n. 21816
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