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Argomento : Winter trail del Poggiolo 6.01.13

Tempus fugit

Postato il
08/01/2013
ora 00:05:37

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Un altro mondo! Questo è il primo commento che viene da fare spontaneo dopo avere partecipato alla mia prima autentica corsa trail domenica al Poggiolo, sopra Casola Valsenio. Altro tipo di corsa, altra gente, altro ambiente ovviamente. Dopo avere corso sulle colline della Val d'Orcia a S.Stefano mi ero detto che era venuto il momento di provare un bel trail dalle mie parti. Sapevo che sulla valle del Senio sono in svolgimento alcune gare, ed è una zona bellissima, che ho sempre amato, che frequento con la mia famiglia da anni, ma che si può dire soltanto con questa corsa ho cominciato a conoscere meglio! Alcune conoscenze mi avevano detto che si trattava di gara molto impegnativa, ma da qualche parte bisognava pure cominciare… Parto dalle grigie nebbie ravennati alle 7 e mano a mano che avanzo verso il faentino lascio l'umido grigiume alle spalle. Finchè non mi avvicino verso Riolo e la giornata comincia ad illuminarsi. Superata di poco Casola ci si inerpica dalla statale che congiunge la provincia di RA a quella di FI (Casola con Palazzuolo) ancora per un 8 km attraverso bellissimi panorami, fino a giungere all'accogliente agriturismo Poggiolo. Si tratta di azienda agrituristica ed anche venatoria, i proprietari gestiscono e regolamentano la caccia al suo interno (di tanto in tanto vi soggiornano anche cacciatori provenienti anche da parecchio fuori Romagna). Una volta arrivato ho subito l’impressione di stare entrando in contatto con una comunità di runners che si distinguono da quelli che partecipano alle normali corse su strada che solitamente frequento. Intanto l'età è mediamente inferiore. Poi l'attrezzatura e l'abbigliamento. Si vedono zainetti, borracce, racchette, oltre ovviamente alle calzature idonee al tipo di gara (anch'io calzo un paio di Salomon rosse fiammanti, che avevo acquistato lo scorso febbraio per potere correre nella neve!). Ma soprattutto mi pare di cogliere in molti un certo carattere di corridore amante della natura, incurante di eccessivi misurazioni e cronometraggi, che si differenzia da chi frequenta la "piatta", monotona strada, sia essa urbana che di campagna… Osservo tatuaggi, bandane, "barboni" da saggio, orecchini ecc. Sembra uno spirito diverso. Ma vedo anche Nicola! Aveva scritto sul Forum di avere partecipato poco tempo fa ad una gara di questo circuito. Quindi ci scambiamo un in bocca al lupo. Ovviamente tra i partecipanti vi saranno tanti altri corridori da strada, che io però non riconosco.
Prima della partenza l'organizzatore fa l'appello per verificare che effettivamente tutti gli iscritti siano presenti e pronti a partire. Inoltre si raccomanda che chi si dovesse ritirare lo vada poi a comunicare prima di andarsene, per evitare che l'organizzazione resti fino a notte fonda a ricercare eventuali desaparecidos. Beh, questo testimonia a favore della serietà degli organizzatori. Sempre poco prima della partenza faccio conoscenza di Matteo Lucchese (tra le altre, aveva vinto in precedenza i 60 km del "Trail del cinghiale"), uno dei trail runner più bravi del momento. Visto che porta il pettorale 1 gli chiedo se farà da apripista. Lui si schermisce, dice di soffrire il freddo … beh la temperatura si scalderà, anche parecchio! Quelli che sembravano i temerari in maglietta avranno scelto gli indumenti giusti. Finalmente si parte, in leggera discesa, poco sotto il Poggiolo.
Si fatica fin da subitissimo…Alè, capisco che la corsa sarà una bella faticaccia. Si fanno subito 2 km e mezzo di salita, non ripidissima ma tosta. Si sale fino a giungere in un punto a partire dal quale ci si deve INERPICARE. Qui uno degli organizzatori-fotografi avverte che comincia il bello (con un tono tipo "Lasciate ogni speranza, o voi ch'entrate"). Ecco, la prima ovvia lezione è che questo tipo di gare necessita di una preparazione specifica. Ad esempio, avrebbe aiutato anche la pratica di semplici escursioni o trekking collinari non competitivi. Non faccio camminate in montagna da quando ero ragazzino…ora ho solo la simpatica abitudine di correre in salita per le scale  (mia palestra preferita il luogo di lavoro). Quindi animo, ed impariamo strada facendo. Il bello comincia qualche centinaio di metri più su: le prime discese! Ciò che aspettavo tanto…ma caz, qui sono ripidissime! Mi precipito giù sconsideratamente e se non fosse per alberi e rami ai lati a cui mi aggrappo per frenare lo slancio, finirei per terra… Se non ci si schianta, il divertimento è assicurato. Ma vi è chi, allenato, si catapulta verso il basso più energicamente e a balzi come uno stambecco procede sicuro e veloce. Grandissimi acrobati delle montagne! Il percorso prosegue a saliscendi, spesso per stretti sentieri quasi a “strapiombo”, per i quali in caso di corsa in gruppo non si può procedere che per fila indiana. Così in alto comincio a rendermi realmente conto della bellezza dei paesaggi circostanti. Panorami di una natura meravigliosa. Non sono paesaggi ondulati dipinti alla toscana…ma più selvaggi. Meno turistici, meno antropizzati, più autentici. Sono luoghi che forse noi romagnoli non apprezziamo appieno. Eppure questi territori tosco-romagnoli, come le valli del Bidente e del Rabbi nel forlivese con le foreste casentinesi, o la Valmarecchia nel Montefeltro riminese-urbinate, le valli del Senio e del Santerno tra Fontanelice e Castel del Rio, sono un patrimonio inestimabile, un tesoro cui dovremmo attingere più spesso… Intanto questa corsa mi da l'opportunità di percorrere a velocità sostenuta itinerari mai calcati prima… Fa piacere poi vedere che alcuni partecipanti sostino un attimo per scattare qualche foto, sia al panorama che tra di loro. In un punto il nostro percorso, sempre debitamente segnalato da bandierine della Saucony, s’incrocia con un tratto di strada asfaltata per il quale sta passando un corteo di ciclisti. Percepisco quasi un atteggiamento di superiorità nei nostri confronti , quasi fossimo dei pazzi a correre per le colline. Tiremm innanz. La prima parte del percorso si conclude dopo un suggestivo attraversamento di una verde discesa, intorno ad un casolare dove alcuni contadini stanno attivando trattori ed altre macchine. Ecco il primo punto di ristoro dove finalmente mi fermo per scolarmi tè caldo e fette di mela. Controllo il mio Garmin e appunto vedo che siamo a 10 km e mezzo. Si riparte verso una nuova salita, più ripida di quella affrontata all’inizio della gara, e qui avverto una crisi. Cammino, anche se a passo sostenuto. In questa seconda parte del percorso sperimento come si possa essere superati anche quando si cammina (soprattutto se chi ti supera sta anche chiacchierando con altri). I tratti in discesa (qui ancora brevi) mi permettono di scuotermi un po’. Ma ecco un’altra lezione: con le gambe stanche si fatica a frenare in maniera efficace, per cui è meglio non fare troppo i pazzi. Salendo, si costeggiano alcuni vecchi casolari abbandonati, testimonianza di una civiltà contadina certamente in via di estinzione (qui non restano che agriturismi e seconde case). Interessante ed inaspettato un tratto di cammino lastricato in pietre! Verso il km 15 poi il secondo punto di ristoro, dove sosto ancora. Sogno o son desto, o quello che si vede laggiù in basso, non troppo lontano, è il Poggiolo?! In fondo ora non manca troppo alla fine…
Poco più avanti, in corrispondenza della segnalazione del Monte Cece vedo due partecipanti intorno ad un terzo, accovacciato per terra. Lo stanno aiutando a recuperare un crampo (o una storta). Che umanità!  Ora siamo agli ultimissimi km, e comincia un’inesorabile, continua discesa. E qui il percorso diventa un vero sballo: rocce buche sassi arbusti canaloni! Terreno franoso! Ripensandoci, mi pare che tutti noi che corriamo su queste discese siamo dei veri pazzi. Chi discende lo fa in maniera veramente folle, anche per i motivi di cui sopra (muscoli gambe sovraffaticati). Comunque riacquisto slancio ed energia, e lungo l’ultimo tratto di discesa riesco a superare tre persone. Ed ecco il traguardoooo! Soddisfatto ed euforico per l'impresa di avere terminato non in tempi biblici (2 ore e 36 min.) vorrei quasi abbracciare qualche partecipante appena arrivato o in procinto di sopraggiungere. Mi scolo bicchieri su bicchieri di tè con biscotti ed acqua. Poi vado a farmi una bella doccia. Ultima lezione della corsa è che con i tratti in discesa alcune punte delle dita dei piedi cercando di frenare in maniera energica hanno premuto forte e strisciato all’interno della scarpa, sensibilizzandosi alquanto (ma almeno niente vesciche o rotture di unghie…). La prossima volta dovrò cautelarmi con cerotti o calzini più idonei. Un divertente siparietto finale nello spogliatoio. Entra un giovane…sessantacinquenne che ha appena terminato la corsa. Anche se si rende conto del peso della propria età, l'umore resta ottimo e pure si vanta che i suoi amici hanno una ventina d’anni in meno di lui. Infine riprendo l’auto per raggiungere la mia famiglia in un agriturismo presso Riolo. Non parteciperò al pasta-party. Io mi rifocillerò di tortelli, carne di castrato e birra Vals. E’ l’ultimo giorno di questo periodo di feste natalizio. Abbiamo tanto corso e festeggiato ed ora ricomincia un nuovo anno. Tempus fugit e siamo pronti a riprendere la nostra corsa della vita.

Nicola

Postato il
08/01/2013
ora 10:25:24

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Aspettavo il tuo racconto...molto coinvolgente come al solito !
Innanzitutto ti faccio i miei complimenti per il tempo di esordio su questo tipo di Trail...niente male ! Io sono stato un pò più lento (2h 46m), ma sono molto soddisfatto perchè rispetto ad altri Trail (forse meno impegnativi, sicuramente meno lunghi), ho retto meglio fisicamente, arrivando al traguardo stanco ma ancora con qualche energia da spendere.
Devo dire che la situazione meteo ci ha agevolato non poco....ho in mente ancora l'11 di novembre..Trail Valpiana...18 km che mi sono sembrati un campo di addestramento militare....pioveva e tirava vento forte...non ti dico il fango che si era creato e stare in piedi era in alcuni punti un'illusione...non si riusciva nemmeno a salire, ci si arrampicava attancandosi a tutto ciò che si trovava...le discese poi...il mio sedere ha assaggiato più volte il terreno !
Comunque tornando al Poggiolo, devo dire che mi ha entusiasmato il percorso, molto molto divertente nonchè paesaggisticamente validissimo !
Come hai potuto notare, si vedono facce nuove rispetto alle podistiche tradizionali su strada e ti posso garantire che vedere i primi della classe sfrecciare giù per le discese è uno spettacolo puro ! Sembrano stambecchi !
A presto...domenica penso di andare a Traversara sul Lamone...il giro corto però (18k).
Ciao !

Tempus fugit

Postato il
08/01/2013
ora 23:27:59

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Grazie Nicola. Questo tipo di corsa mi è piaciuta particolarmente perché la filosofia che l'anima è veramente differente da quelle su strada. A parte gli scenari indubbiamente affascinanti e spesso mozzafiato, ci si sente coinvolti in una specie di avventura. Qui si torna ragazzini. La fatica è tanta, ma in compenso si riceve tanta carica e adrenalina e la consapevolezza di avere compiuto una piccola, grande impresa! Dopo la gara i commenti di due conoscenti mi hanno fatto riflettere sui "pro" e i "contro" di questo tipo di gare. Una mi ha detto che sono corse che si addicono al mio carattere, di amante della natura e delle scampagnate, che quindi si sfogherebbe al meglio in tali competizioni. Un collega maratoneta invece mi ha ribaltato in negativo le caratteristiche di queste corse. Dicendomi cioè che vanno considerate come un semplice divertimento che non serve un granchè alla pratica del running vero e proprio, quello su strada, visto che le salite spesso troppo ripide non permettono la corsa. E quindi a che pro scarpinare e faticare improduttivamente? Sto riflettendo su questi commenti, ma la prima considerazione che mi viene da fare è che, semplicemente, un tipo di corsa non esclude l'altra...visto che non ho obiettivi agonistici di sorta posso benissimo prendere parte fisico permettendo, a 10K, 21K, campestri e trail, e divertirmi come Dio vuole...in attesa di correre anche la maratona. Se qualcuno di voi ha qualche sito o libro da indicarmi sulle corse trail, dritte e commenti vari sono ben accetti! P.S. Chissà quando saranno reperibili le classifiche della corsa di domenica.

Nicola

Postato il
09/01/2013
ora 07:08:27

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Innanzitutto qui trovi la classifica di domenica !

yyyy://www.wedosport.net/pub/cf/vedi_ultimi_risultati.cfm

Poi per il fatto che non sia produttivo un trail rispetto ad una corsa su strada non mi trova d'accordo....infatti se è vero che facendone troppi puoi perdere qualcosa in termini di velocità é verissimo che qualche trail programmato in una tabella di allenamenti, è utilissimo ai fini di potenziamento generale (gambe, core)... E su strada poi ne trarrai i benefici !
Amici che vanno molto forte su strada...i trail li usano proprio per questo !

Ciao Tempus !!!

Tempus fugit

Postato il
09/01/2013
ora 13:43:52

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Sì concordo con quello che hai scritto, ora però voglio mettermi a cercare qualche testo specifico... Le classifiche le ho lette adesso anche sul ns.sito preferito. A presto Nicola!

ThoMas sacrato

Postato il
11/01/2013
ora 18:23:20

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Il tuttologo Albanesi, in merito, esprime un concetto di "irreversibilita'" con riserva... cioe' il trail puo' diventare "sport irreversibile" se chi lo pratica non e' equilibrato, o non ne e' innamorato.

www.albanesi.it/sport/irreversibili.htm
In effetti, quotando Nicola: 
"18 km che mi sono sembrati un campo di addestramento militare....pioveva e tirava vento forte...non ti dico il fango che si era creato e stare in piedi era in alcuni punti un'illusione...non si riusciva nemmeno a salire, ci si arrampicava attancandosi a tutto ciò che si trovava...le discese poi...il mio sedere ha assaggiato più volte il terreno ! "
Ecco... alla luce di cio', direi che Albanesi, almeno dal mio punto di vista (ancora una volta) non ha tutti i torti...

Dexter

Postato il
13/01/2013
ora 12:32:49

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Io ho provato una volta.......
Mai più.........
Odio il fango , non riesco proprio a sopportarlo

Nicola

Postato il
13/01/2013
ora 15:08:09

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Dexter per fortuna il fango non c'è la maggior parte delle volte ! 

Tempus fugit

Postato il
15/01/2013
ora 13:53:55

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Effettivamente il fango è terribile...oltre ad invischiarti, trattenendoti e rallentandoti quindi la corsa, rimane attaccato alla suola per un bel pò, facendo da zavorra...Fortunatamente sul percorso del Poggiolo non ce n'era tanto, quello che c'era andava evitato, anche se non era sempre semplicissimo, soprattutto nelle parti in discesa. Dexter hai gareggiato nel riminese?

Dexter

Postato il
17/01/2013
ora 16:09:05

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Una uscita di 18km nell'invaso del conca tra Misano e Cattolica organizzata con la mia società ed uno che fà solo quelle gare lì.
Tra sentieri dove a fatica riuscivi a mettere due piedi, fango, rovi, piante, rami in faccia e solchi di terra secca (tre storte ho preso! Fortunatamente leggere!), un incubo..........
Asfalto tutta la vita!!!!!

Tempus fugit

Postato il
18/01/2013
ora 14:02:58

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Eroico!

ThoMas sacrato

Postato il
19/01/2013
ora 10:26:40

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Provo a fornire una mia interpretazione piuttosto semplicistica.

Trail= correre, visto come "tornare alle origini" non solo le proprie (chi non ha mai corso tra i campi, da bambino?)ma soprattutto quelle del genere umano.Quando l'asfalto era ben lungi dall'esistere l'homo correva (per cacciare o per fuggire) in condizioni simili, affrontando sfide ed insidie continue.Tornare alle origini e', per molti ma non per tutti, esperienza gratificante nonche' degna d'esser vissuta appieno.

Dexter

Postato il
19/01/2013
ora 14:50:31

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Grazie......anche no
Letto n. 20403
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