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Argomento : Rando Imperator 2018 (Monaco - Ferrara)

Nicola

Postato il
18/05/2018
ora 16:16:10

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L’idea nasce a maggio 2017, pochi giorni dopo la Randonnee della Romagna di 300km… le gambe hanno risposto presente e cosi la mente ha acceso quella lampadina che oggi si è trasformata in una esperienza unica.
Venerdì 04 maggio, si giunge a Ferrara insieme ai miei tre compagni di viaggio, si caricano bagagli e biciclette e via destinazione Monaco di Baviera.
Dopo 9 ore di bus arriviamo a destinazione, preparazione equipaggiamenti, cena veloce e via in camera a dormire quelle poche ore che ci separano dal via !
Ore 4.30 di sabato 5 maggio, si parte.
Subito qualche km in una forestale piena di sali scendi e terreno impervio…dopo nemmeno 1 km subito un ciclista a terra..
Pensavo ad una partenza più rilassata ma il terreno ed il buio rende subito la prova impegnativa.
Finalmente lo sterrato finisce a favore dell’asfalto…comincia a vedersi anche la luce in cielo e il panorama cambia…
Foresta tanta, montagne molte, tipici paesini della Baviera….si intravede anche la neve sulle vette più alte….lentamente il gruppo si sgranella e si rimane principalmente solo noi quattro.
Il primo step da raggiungere è Garmisch, dopo circa 100km ci attende il primo ristoro ed il primo punto di controllo.
Ci arriviamo agevolmente, ritmo controllato senza scatti.
Nella mente è già un primo scalino raggiunto. Di salita ne abbiamo ancora vista poca ma già vedere le 3 cifre sul Garmin ti da quella consapevolezza di essere dentro al gioco più che mai.
Si riparte dal ristoro e nuovamente si pedala in ciclabile.
Il confine Austriaco sarà dopo pochi km e nuovamente si percorre uno sterrato…vediamo altri partecipanti che percorrono la strada principale e penso che vorrei essere li con loro, sul liscio asfalto, ma siamo divisi dal fiume e vie per tornare su strada per un po’ di km non se ne vedono…
Alla prima occasione si ritorna su asfalto e comincia la salita del Fernpass….come scritto sul roadbook la salita sterrata è consigliata a gravel e mtb…noi optiamo per la strada normale; la salita è facile e giungiamo sul passo in poco tempo..
Discesona veloce poi via in direzione Landeck, il Tirolo ci attende….dopo qualche km su strada capiamo che il percorso originale prevedeva una ciclabile che abbiamo saltato…dopo parecchi km e un po’ di salita in più la riprendiamo…verso le 13.30, dopo esserci un po’ alleggeriti nel vestiario, giungiamo in un tipico paesino austriaco tirolese, passiamo davanti ad un forno e li le nostre pance ci fanno capire che è giunta l’ora di un pit stop !
Mezzoretta per mangiare e bere una birra rinfrescante, una videochiamata alle mie donne a casa…prossimo step Passo Resia….e ora ci sarà un po’ di salita seria !
Il tempo scorre via veloce…mi rendo conto che è già pomeriggio e la partenza delle 4.30 di questa mattina mi sembra già un ricordo molto lontano…
Dall’Austria, transitiamo per pochi km e un po’ di salita, in Svizzera…alla fine della discesa si ritorna in Austria e finalmente comincia la salita al Passo Resia…
Salita costante al 7-8-9%, mantengo un passo regolare, stacco un po’ i miei compagni e penso che ci ricongiungeremo sul Passo..
Meteo favorevole, sole e caldo giusto, la salita finisce, chiedo ad un ragazzo se il passo è questo, lui mi dice di si…mi rilasso in discesa pensando di trovare di li a poco il prossimo ristoro ma in realtà il passo non era quello !
Altra salita, subito uno strappo al 10% e poi ancora 3-4 km di ascesa su ciclabile per arrivare al confine con l’Italia e quindi al Passo Resia…non finiva più….ristoro e punto di controllo al Bar Daniel….mi infilo dentro per mangiare e bere…attenderò l’arrivo dei miei compagni davanti ad una pizza offerta dal locale…
Tra il mio arrivo e la ripartenza passa 1 ora…..siamo al km 225 circa…le gambe si sono raffreddate e ripartire è stato un po’ più complicato del previsto…penso che i prossimi pit stop dovranno essere più rapidi…più scorreranno i km e le ore e più sarà difficile ripartire.
Passiamo davanti al Lago Resia, foto di rito davanti al campanile sommerso e giù in picchiata lungo i tornanti che portano in Val Venosta !
Ci attende la ciclabile per Merano, poi direzione Bolzano…passano i km sulle ciclabili in mezzo ai campi di mele…il sole lentamente si nasconde dietro le montagne e la sera incombe….
Giungiamo a Bolzano al km 340 circa verso le 21.30…come avevamo previsto…fin qui tutto bene.
Marco ci saluta, aveva già previsto di finire qui.
Dopo esserci rifocillati e riposati un po’, si riprende il viaggio verso le 22.10.
Il buio è arrivato…la seconda parte inizia…ora dovremo affrontare la notte, con le sue insidie e il suo fascino…
Il mio morale è alto, pedalare di notte mi piace, so che quando rivedremo la luce saremo già molto avanti.
Ho fatti diversi allenamenti notturni per abituare il mio fisico e la mia mente a pedalare di notte….posso dire che sono serviti tutti…ora più che mai me ne rendo conto.
La notte non ti da riferimenti, sei solo tu, con la tua luce che illumina la strada e i tuoi pensieri. Il tempo sembra scorrere più velocemente.
Ascolti il suono del fiume che scorre, gli uccelli che cantano, la catene delle biciclette che girano…pensi a tutto e a niente, ai km trascorsi e a quelli da percorrere, pensi a casa, alle tue donne che oramai saranno già a riposare, al giorno seguente e non vedi l’ora di riabbracciarle, ai km fatti in allenamento per essere adesso qui.
Il mondo comincia a dormire e noi continuiamo a pedalare avanzando nel buio..
La ciclabile dell’Adige….drittoni che da Bolzano ti conducono a Rovereto, Trento…ci diamo cambi regolari, parliamo poco per non dire nulla.
Verso mezzanotte ci fermiamo per un pit stop…i fastidi articolari si fanno sentire (sedere, spalle, piedi, mani…). Decido di prendere un antinfiammatorio cosi come faccio sempre durante le gare endurance…anche questa volta si è dimostrato efficace…per qualche ora i dolori si attenuano e pedalo bene…
Il prossimo ristoro sarà ad Avio…ad un bar che sicuramente sarà chiuso quando arriveremo; sappiamo comunque che ci sarà un sacchetto per ognuno di noi con qualcosa da mangiare che non sia il solito panino o barretta…
Quando arriviamo, verso le 3.15, l’amara sorpresa…non c’è nulla da mangiare…
Un po’ di sconforto ma poi si riprende facendoci coraggio e pensando che tra poche ore saremo sul Lago di Garda e li una sostanziosa colazione ad un bar non ce la toglierà nessuno !
Verso le 4 giungono segnali importanti di sonno dei miei compagni…provo a spronarli..gli dico che tra circa 1 ora vedremo la luce del giorno e tutto cambierà…l’errore è stato quello di stare troppo in silenzio..si doveva parlare di più, ma forse ognuno era impegnato a parlare con se stesso.
Qualche strappo in salita rianima il gruppetto, si passa sotto le pale eoliche vicino ad Affi, la luce del giorno incombe….si intravede il Lago di Garda…nuova linfa per mente e gambe !
Scendiamo a Bardolino e sono le 5.30 circa…il morale è di nuovo alto…siamo ufficialmente alla ricerca di un bar !
A Bardolino tutto chiuso, a Lazise anche…proseguiamo per Peschiera del Garda…come un miraggio davanti ai nostri occhi scorgiamo in lontananza delle biciclette in sosta…è un bar aperto…ci fiondiamo dentro..ci ha anticipato un gruppo di Randonneur tedeschi che sta facendo colazione…
Mi mangio 2 bomboloni in meno di 1 minuto (erano anni che non ne mangiavo uno) ed 1 cappuccino che cosi buono non ne ho mai assaggiati !
Le persone dentro al locale ci guardano con occhi increduli quando vengono a sapere che arriviamo da Monaco e che siamo in bicicletta da più di 24 ore….lo farei anche io al loro posto.
Alle 6.30 si riparte, direzione Mantova, meta del prossimo ristoro/punto di controllo.
Troviamo e ci immergiamo nella ciclabile del Mincio…siamo a circa 500 km percorsi…cominciamo a sentire il “profumo” della fine..quell’essenza inconfondibile che chi pratica gare endurance sia di corsa che di ciclismo conosce bene.
Il sole è sorto, insieme a lui anche il nostro spirito che si rianima in un botto.
Km che scorrono, il Mincio al nostro fianco, sterrato per di più.
A pochi km da Mantova, l’unica foratura della spedizione risolta in breve tempo.
Giungiamo a Mantova, verso le 8.40…passaggio in piazza…gli organizzatori ci dirigono al punto di ristoro/controllo, a circa 3 km fuori città…giungiamo all’Avis park alle 9 circa.
Un ristoro cosi, da sogno.
Volontari gentilissimi ci offrono di tutto e di più, sarebbe bello mangiare e finire qui ma…non è ancora ora.
Dopo 20 minuti si riparte per gli ultimi agognati 100 km….non prima di aver chiamato mia moglie Claudia, per avvisarla che nel giro di 4/5 ore saremo a Ferrara…può organizzarsi per arrivare li.
Il sole è alto, troviamo la ciclabile per Ferrara che corre sul fiume Po, i km all’arrivo sono circa 90…sole sulla testa, vento in faccia e asfalto pessimo, mettono a dura prova il nostro fisico, già sfiancato dai 560 k e passa…
E’ la parte più dura.
I dolori ai piedi, sedere, collo e spalle, sembrano aumentare ogni km di più.
Prossimo e ultimo punto di controllo (oltre all’arrivo), sarà a Sermide….che non arriva mai !
A 20k circa da Sermide attraversiamo il fiume Po, e un ciclista della zona ci chiede da dove veniamo…raccontandogli il tutto rimane senza parole…la sua espressione incredula non la dimenticherò mai !
Il suo unico commento è stato: “Ho capito, voi siete come quei matti che fanno la 100km del Passatore !” …..e io: “…ne ho corsi 2…” …lui: ”..allora sei proprio matto!”…….io: “…me lo dice anche mia moglie…!” …..
A pochi km dal ristoro ci raggiungono tre ragazzi della nostra squadra per “scortarci” fino all’arrivo….ci fermiamo pochi minuti per bere e mangiare qualche biscotto…alla ripartenza il mio desiderio più grande è quello di arrivare al traguardo e scendere dalla bicicletta; i dolori stanno diventando insopportabili…per fare ciò adotto una strategia semplice ed efficace..dare tutto quello che ho per gli ultimi 40 km….tant’è che i nostri amici non riescono a tenere il passo…
Facciamo gruppo con il tre ragazzi tedeschi e ci diamo cambi regolari…i km passano e quando scorgo Ferrara a 20km…capisco che oramai è fatta…
Lasciamo la compagnia del fiume Po ai -13k ed entriamo nell’ultima ciclabile alberata…piena all’inverosimile dei classici piumini primaverili….-10, -9, ad ogni km che passa faccio il conto alla rovescia ad alta voce…incrocio qualche persona e chiedo a tutti quanti manchi a Ferrara per darmi ulteriore forza per il finale.
Finisce la ciclabile ed inizia la città….ci siamo ancor di più, il cuore batte più velocemente non per lo sforzo ma per l’emozione.
-2, il centro si avvicina…entriamo nei viali principali, qualche semaforo blocca il nostro incedere.
Vedo il castello dopo 665 km e 33 ore e mezzo di Viaggio…..incrocio lo sguardo di mia moglie e di mia figlia…i dolori sono scomparsi, ora.
Sono le 14 di domenica 6 maggio…ora e data che non dimenticherò mai.

Carlo (admin)

Postato il
19/05/2018
ora 08:54:51

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Due volte la 100 km del Passatore e ... ci sarà per te anche una seconda Rando Imperator?
Una vera e propria prova di grande forza di volontà che indubbiamente ti dà emozioni enormi e che ti fa sentire, come canta Morandi "uno su 1000 (che) c'è la fa"!

Come sempre il tuo racconto ci consente di capire cosa succede durante quelle gare estreme e quasi essere lí con te a soffrire ma anche a superare le difficoltà.
Grazie per il tuo contributo, sempre graditissimo ed importante.
Mi viene in mente un video sul "post gara del maratoneta" che mostrava il giorno dopo le difficoltà nel raggiungere a piedi il posto di lavoro ... a te come é andata il giorno dopo?

Nicola

Postato il
23/05/2018
ora 10:34:38

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Ciao Carlo.

A contrario del post Passatore, questo è stato uno "zuccherino" !
Un pò di stanchezza generale e indolenzimenti vari ma quello che poi rimane, è la grande soddisfazione..come sempre !
Grazie mille, a presto !
Letto n. 306
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