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Argomento : Un Cinghiale XL

Panta Rei

Postato il
01/12/2015
ora 14:09:50

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Trail del Cinghiale XL, non c'avevo pensato ma Loris mi dice "be' che fai, non fai la lunga?" cosi' lunedì sono tra gli iscritti. In meno di una settimana la sveglia mi ricorda due cose, la prima che e' sabato 28, la seconda che sono le tre! Mi vesto da uomo ragno e salto fuori casa, musica alta e la strada scorre veloce fino al Poggiolo, traffico, mollo la macchina a un chilometro dall'area organizzata, piglio al volo lo zaino e mi avvio. Freddo pungente, naso freddo e passo svelto. In un due e due quattro finisco i preparativi e mi avvio alla zona partenza, Mirco dice che partirà' piano e poi rallenterà'; io non ho un piano, io so solo che devo fare tre giri sull'otto-volante della Valle del Sintria e poi doppio giro della morte con ultimo giro sicuramente al buio! Pum-ripupum-patatam! Il Moro ha dato fuoco alle polveri, si parte alla conquista del Cinghiale XL. un fiume di fuoco risale la salita verso il Monte Cece, più' di 400 anime s'addannano in mezzo ai boschi cavalcando una salita di fango ghiacciato, ma è meglio così non si scivola troppo né troppo si parla, in un amen mi butto giù dal monte scendo veloce e da lì a poco lascio il primo 'ring' il rosso, per succhiarmi i 26 del "ring" verde. Loris dice che è' BELLISSIMO, che lui lo ha già' fatto e che, e poi,...be' allora andiamo a vederlo, no? Scaliamo una marcia e passiamo al trotto allegro! Un alba di ghiaccio ci saluta, ma dove siamo? sono certo che tra un po' vedo Gollum che saltella con noi mentre ci indica la via per gli Anelli che oggi in tutto saranno cinque; ma siamo qua per mangiare fatica e infiammarci i polmoni, quindi si va, ma che fame, giuro mangerei una bruschetta, che in mezzo ai monti ci sta sempre bene, e come se qualcuno avesse ascoltato ecco il primo ristoro con la bruschetta! Ne mangio un paio e la mando giù' con due sorsate generose di te' caldo, subito si riparte, attraversiamo una frana di fango mobile senza lasciarci una scarpa e da lì' a poco siamo di nuovo sul primo anello con un bel ristoro gestito da belle e simpatiche ragazze, con loro la certezza di rivederci tra qualche ora dopo che avremo cavalcato altri 28 chilometri e lasciato sui sentieri qualche manciata di neuroni. Salita dura e pura, un rudere spettrale, sta volta dietro l'angolo c'è Bilbo Baggins con i suoi piedoni che mi indica una discesa degna di una capra tibetana, e via che si ruzzola. Passaggio alla partenza in netto anticipo rispetto ai tempi stimati e alle 11:50 affronto il primo giallo, mio padre non ha centrato il meeting, ci vedremo? qui non si telefona salvo brevissimi tratti che un'organizzazione ben rodata ha sapientemente ben definito lungo i percorsi. salita cattiva lunga e ripida, curve sgarbate e impietose graffiano gambe e muscoli, il fondo tiene e le basse temperature sono dalla nostra parte rendendo il fango duro e scalabile. Discesa e discesa e discesa, sbando ma tengo la rotta; il fiume! Lo guado come un marine il D-Day, e dopo un breve tratto di bitume un nuovo ristoro, certo che qui si corre e si suda ma se magna pure! Be' chi c'è? Pa' ero certo che non saresti mancato! Due parole e poi via! c'è' un colle da scalare e Giancarlo from Varese dice che dovremo rallentare che ci stiamo pestando forte e da tra troppe ore! e anche se dico "c'hai ragione" io ci pesto e lui con me! E dopo un colle, una discesa maledetta, un altro colle si scende a valle e si ripassa dal Poggiolo, breve requie, un bicchiere di coca annacquata, due biscotti e via per il ring rosso. la consapevolezza che non lo dovrò più fare mi da del gas, e il Cece di giorno mi stimola pensieri che salutano i Britannici eroi della II WW. discesa scivolosa il ghiaccio si è sciolto e la concentrazione deve essere massima, un piede dove non si deve e siamo a fondo valle. Stanco, si sono stanco ma tutto sommato dopo 70 chilometri di colli c'era da aspettarselo, nulla di che ma da qualche manciata di minuti il morso di un cane mi sta lacerando il tendine posteriore della coscia, penso ad altro e passa. Passaggio al Poggiolo, il terzo di oggi dopo la partenza, e con il Gianca amico da poche ore ma compagno di trincea aggrediamo il nostro ultimo giallo con le frontali accese. Subito il fango e la salita chiedono il loro sacrificio, il tendine brucia e urla di dolore a ogni passo, dopo la salita sono solo, buio pesto, non una luce, solo freddo e fango che il mio cono di luce rischiara regalandomi uno spicchio di casa. Mi fermo frugo nello zaino e magicamente tiro fuori un cerotto miracoloso che Laura mi ha fatto trovare ieri. Sono salvo, continuo la mia avventura, adesso è' fatica pura, salite, disce, fango e freddo; sono ostinato e procedo, il cerotto è una panacea in cui credo disperatamente. Il guado, il bitume, ciao Pa' non ci fermeremo proprio adesso?!! dai vola e saluta tutte, io arrivo vendendo cara la pelle. La mia dimensione si è' ristretta ad uno spicchio di luce, il Garmin is over, ma dopo poco il bombolone del gas vuol dire solo una cosa: è finita! Oggi la pelle del Cinghiale mi tiene caldo, l'ho rincorso per 14:33 e spicci, ma alla fine l'ho beccato!

Nicola

Postato il
03/12/2015
ora 11:56:24

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Fantastico Pantarei ! bellissimo racconto...non riuscirei nemmeno ad affrontarlo mentalmente il Cinghiale XL ! Mitico !

Tempus fugit

Postato il
03/12/2015
ora 13:45:18

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Il Panta con i suoi resoconti oramai spazia tra epica, romanzo d'avventure, feuilleton e...esistenzialismo podistico. Una delle mie letture preferite. Vai sempre oltre, cadono tutti i muri...quale sarà il prossimo? Una volta bisogna che ci incrociamo per un fuggevole saluto! Grande come sempre, nelle cadute come nelle ascese.
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