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Argomento : Problemi nel movimento podistico

Pierluigi Grossi

Postato il
07/09/2015
ora 09:13:10

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Amici podisti, in qualità di presidente del Calendario Podistico Romagnolo, ho individuato una serie di problemi nel movimento podistico sul territorio riminese / cesenate, ed ho formulato alcune proposte per la soluzione degli stessi. Le rendo pubbliche sperando di provocare un dibattito che fornisca ai dirigenti indicazioni utili.

Situazione organizzativa esistente

Le gare sul territorio riminese/ cesenate che viene preso in esame sono attualmente organizzate da :
Calendario Podistico Romagnolo numero gare 17
Calendario Mare Verde Monte numero gare 14
Mini Calendario numero gare 10
Calendario della Solidarietà numero gare 6
Calendario Golden Events numero gare 11
Calendario Amici del Cuore numero gare 10
Calendario Trofeo Podistico Estivo numero gare 13
Il totale delle 81 gare nei calendari sono organizzate da 29 società sportive più altri soggetti come il C.S.I. di Rimini e la Uisp di Rimini. ( alcune gare sono organizzate in collaborazione di più enti e società sportive )
Sul territorio vi sono inoltre altre realtà che organizzano gare podistiche in particolare la Rimini Marathon, occasionalmente alcune parrocchie o comitati turistici e simili.
Naturalmente il podismo in Romagna si interseca anche con le altre realtà organizzative come il Calendario “ Scarpaza “, il Calendario “ Corri per La Salute”, il Calendario “Podistico Ravennate” , i Calendari Estivi di Forlì – Cesena e Ravenna e la nuova proposta dei Trail.

Problemi

Questa eccessiva frammentazione amplifica i principali problemi del movimento podistico non mettendo i dirigenti in condizione di analizzarli e risolverli. E’ molto difficile, se non impossibile, formulare delle proposte che vengano prese in considerazione da tutti per provare a migliorare l’offerta podistica sul nostro territorio. Sinteticamente vado ad elencare una serie di problematiche del nostro movimento :
- numero eccessivo di calendari podistici
- numero eccessivo di gare, in particolare nel periodo maggio – settembre
- sovrapposizione delle date delle gare
- in diverse gare si registra una scarsa partecipazione a causa delle numerose concomitanze
- nelle gare sempre più spesso vi sono iscritti non presenti ( iscrizioni gonfiate )
- nelle gare sempre più spesso vi sono iscritti che non partono nemmeno , aspettano solo il ristoro ed il ritiro del premio di partecipazione
- età dei partecipanti ( cresce l’età dei podisti ) nei nostri calendari
- mancanza di novità ( es. percorsi, tipologia delle gare, manifestazioni di contorno )
- partenze anticipate, che danno una immagine poco edificante di tutto il movimento
- premi di partecipazione, e servizi in genere non sempre adeguati
- rinnovo dei gruppi dirigenti
A queste problematiche spesso di carattere tecnico ed organizzativo se ne aggiungono altre di relazione col mondo circostante, che devono essere affrontate per migliorare l’intero movimento podistico :
- Il fenomeno podistico è in espansione ovunque coinvolgendo tutte le fasci di età, ma noi non riusciamo ancora a coinvolgere i giovani
- aumento del numero dei camminatori organizzati in diverse realtà ( nordik walking , gruppi di cammino ) che non riusciamo a intercettare
- comunicazione del nostro movimento ancora molto antiquata
- scarso interesse da parte della stampa / televisione/ o altri media nei nostri confronti
Questa analisi schematica e molto sintetica mette in evidenza una serie di problematiche da dover affrontare per poter migliorare il nostro movimento podistico e fare da volano per la risoluzione dei problemi che toccano anche le realtà a noi vicine.
Quando 40 anni fa le società podistiche, che già organizzavano gare podistiche si sono riunite nei calendari, lo hanno fatto con spirito di reciproca solidarietà e collaborazione, scrivendo regolamenti, che sebbene rivisti ed aggiornati , hanno formato l’ossatura di un movimento sportivo e culturale che ha visto generazioni di ragazzi avvicinarsi alla corsa. Si sono formati atleti, camminatori, dirigenti, giudici. I Calendari podistici erano dei punti di riferimento così come lo sono stati alcuni uomini che con le loro intuizioni hanno fatto crescere tutto il movimento.
Oggi purtroppo si è smarrita gran parte della funzione che c’era in origine, gradualmente si sono persi i riferimenti e l’eccessiva frammentazione ha prodotto una deregulation che non offre tante prospettive.
Non si vuole rinnegare la nostra storia, ma credo che, per guardare avanti, al futuro del nostro podismo, come dirigenti dobbiamo sentire la responsabilità di interrogarci sui problemi per cercare le soluzioni migliori.

Uno dei primi passi è quello di riunire in un’unica realtà organizzata i due maggiori Calendari presi in esame, il Podistico Romagnolo ed il Mare Verde Monte.

Mi ripeto, non significa cancellare le storie di tanti anni di attività, ma facendo tesoro di entrambe le esperienze si può cogliere l’occasione di riscrivere le regole, di affrontare i problemi e risolverli, di diventare un primo nucleo attorno al quale cercare di riunire anche le altre realtà organizzate sul territorio. I due Calendari riuniscono oltre venti società sportive e potrebbero diventare un volano per il rinnovamento.

Obbiettivi

Alcuni degli obbiettivi di una nuova realtà come quella proposta possono essere i seguenti, elencati in modo non certo esaustivo :
- raccogliere l’adesione del maggior numero di società sportive ad un rinnovato progetto comune
- riformare i regolamenti ( camminate ludico motorie / settore agonistico / settore giovanile )
- stilare un calendario gare annuale evitando le sovrapposizioni
- diventare un punto di riferimento per il mondo podistico ( atleti / società /organizzatori / coni / federazione / enti di promozione )
- diventare un punto di riferimento per lo sport in generale
- diventare un punto di riferimento per le amministrazioni provinciali e comunali e per la scuola
- portare lo sport della corsa e l’atletica leggera tra i giovani
- diventare interlocutore dei media con nuove forme di comunicazione
- ricercare nuove forme di sponsorizzazione a sostegno dell’attività organizzata
- intraprendere rapporti di collaborazione con altri calendari podistici
- promuovere attività di solidarietà
Mi sono permesso di presentarvi queste mie brevi considerazioni che non hanno la pretesa di descrivere compiutamente ciò che è il podismo in romagna, ma vogliono stimolare e provocare una discussione che porti ad affrontare e possibilmente risolvere i problemi.
Ricopro la carica di presidente del calendario Podistico Romagnolo da 20 anni, ma almeno altri 10 li ho passati nel consiglio direttivo, credo sia ormai ora di prendere coraggio ed andare avanti. Sento da troppi anni sempre le stesse lamentele di società e dirigenti ma nulla cambia, ci stiamo solo invecchiando.
Non sono necessarie solo forze nuove, ma è giunto il momento di creare uno spirito nuovo !!

Pierluigi Grossi

Bellaria Igea Marina 25/08/2015

Raffaele

Postato il
07/09/2015
ora 11:17:10

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Buon giorno Grossi,
le tue considerazioni (ma soprattutto proposte) vanno lette e rilette, ma di primo acchito hai centrato i problemi del podismo amatoriale (e anche semi-professionistico).
Mi permetto di suggerire di allargare il discorso anche al Ravennate e comunque a tutti coloro che sono coinvolti nel nostro mondo.
La formula appare semplice: coniugare passione sportiva ad esigenze economiche.
Basta fare qualche calcolo per rendersi conto del potenziale di persone e numero di manifestazioni che sono coinvolte in maniera diretta (altro che il calcio, per fare un esempio, che sono 22 che giocano gli altri guardano!!!!).
L'esigenza di fare dei numeri porta le nostre podistiche a diventare il "supermercato" dei premi di partecipazione e a fronte di anche 2.000 iscritti, a partire regolarmente ce ne sono 100/200 quando va bene.
E poi c'è il problema giovani: a Ravenna abbiamo un campionato "Promesse di Romagna" con questi numeri :mediamente oltre 100 ragazzi per manifestazione con un complessivo di oltre 500 ragazzi diversi  che partecipano per arrivare ad oltre 2.000 nel totale.
A fatica stiamo cercando di fare un calendario Allievi.
Credo che la concertazione di calendari che non si sovrappongano farebbe aumentare la partecipazione e coinvolgimento dei ragazzi.
Credo che la tua lista di argomenti e proposte meriti ampia considerazione e organizzare un primo incontro "esplorativo.

Ciao e buone corse.

Raffaele Alberoni
ASD San Patrizio

Franco

Postato il
20/09/2015
ora 18:24:22

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e chi lo dice che le partenze anticipate siano un problema?




Le partenze anticipate sono una delle parti belle delle podistiche, che esprimono una sola cosa: la libertà. Molti fanno due giri quindi partono prima, altri vanno piano quindi partono prima per non arrivare il pomeriggio, altri coniugi le fanno in modo che ci sia sempre qualcuno a badare il bimbo ecc.
Insomma sono solo che positive.
Dell'immagine me ne frego, l'importante è il contenuto, l'immagine sta a zero.
Se vuoi che le tue idee abbiano una possibilità, vanne a parlare con i coordinamenti provinciali (che si riuniscono ogni mese), è l'unico modo.

Gilberto

Postato il
22/09/2015
ora 22:05:08

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Non vedo quale problema possano dare le partenze anticipate, senza questa libera scelta non ci sarebbe tanta partecipazione che è lo scopo credo di queste manifestazioni.
Io credo invece che sarebbe più opportuno rivedere gli orari di partenza per le gare competitive e non, in funzione al periodo che esse si fanno e ai km che si percorrono. Anticipandole naturalmente perché le persone vogliono essere a casa almeno per mezzogiorno per stare con la propria famiglia e a molti che preferirebbero partire in orario tutti assieme proprio per questo motivo partono in anticipo...

Alberto Zironi

Postato il
29/09/2015
ora 11:45:10

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La libertà di una persona finisce dove inizia la libertà dell'altra!
Con questo voglio dire che se la libertà dei camminatori impedisce la libertà dei podisti di correre non è più libertà, ma maleducazione. Questo avviene quando i Camminatori che partono prima si mettono a tappo sul percorso e non fanno passare i podisti che sopraggiungono a passo veloce.
Inoltre se ci diamo delle regole e allo scopo ci siamo organizzati in Comitati Podistici con propri statuti e regolamenti; tutte le società che aderiscono devono, perchè lo vogliono, non perchè costrette, altrimenti possono cessare di essere iscritte, rispettare le regole che si sono date. La regola condivisa, ma non rispettata, è quella di partire in orario.
Anche a Bologna come in altri territori ci sono "i partess premma" che non rispettano le regole. Se tutte le società parlassero chiaramente ai propri iscritti dicendo non si può partire prima, sono sicuro che sarebbe meglio per tutto il movimento podistico. Potremmo Correre e Camminare convivendo liberamente il percorso, divertendoci tutti molto di più.

Alberto Zironi Consigliere del Comitato Podistico Bolognese

Paolo

Postato il
29/09/2015
ora 19:54:01

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Le partenze anticipate non sono un problema e la maleducazione dei pochi che ostacolano il percorso spedito di altri non giustifica la pretesa di impedirle.
Le presenze dei podisti camminatori calerebbero bruscamente qualora si impedisse loro di partire anticipatamente nei casi in cui raggiungono il punto di ritrovo in compagnia di altri più veloci e con lo stesso mezzo di trasporto. I più veloci non gli darebbero un passaggio oppure li costringerebbero a fare percorsi molto brevi disincentivandone in tal modo la loro partecipazione alle podistiche.

Sugli orari di partenza delle manifestazioni, nei vari periodi dell'anno, ci sarebbe invece parecchio da dire ....

Franco

Postato il
29/09/2015
ora 23:00:58

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Sottoscrivo in toto ciò che ha scritto Paolo!!!
"Le partenze anticipate non sono un problema e la maleducazione dei pochi che ostacolano il percorso spedito di altri non giustifica la pretesa di impedirle. "
. Bella la scusaccia di qualche camminatore che fa da tappo per limitare le partenze anticipate. Le partenze anticipate non sono "contro il regolamento" come Alberto vuol far credere... sono proprio regolari e descritte nei volantini delle podistiche

Alberto Zironi

Postato il
30/09/2015
ora 12:12:30

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A Bologna non è qualche camminatore che parte prima! Ormai i podisti che partono in orario sono pochi, la situazione è proprio l'opposto.
Se è scritto sul volantino non è partenza anticipata OVVIO!
Mentre se sul volantino è indicato un orario preciso e si parte prima, come avviene, è contro il regolamento.
Alberto

Gilberto

Postato il
30/09/2015
ora 22:07:11

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Il problema non sono le partenze anticipate perciò per me il discorso è chiuso. Vorrei che si affrontasse a livello decisionale, il problema da me sollevato a riguardo agli orari di partenza in base ai km da percorrere e al periodo dell'anno per il motivo spiegato nella replica precedente...

Vale

Postato il
02/10/2015
ora 17:15:25

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Vorrei inserirmi nella discussione, con commenti che forse non sono dettati da una conoscenza profonda della materia. Me ne scuso anticipatamente. 

Prima di tutto ho 27 anni e da ormai tre anni partecipo alle podistiche romagnole. Non sono giovanissima ma sicuramente molto al di sotto dell'età media dei partecipanti usuali.

Il problema dei giovani è qualcosa che ho sempre notato li' in romagna. Arrivo spesso a premio nella mia categoria, nonostante abbia dei tempi terribili. Quando partecipo a gare in Lombardia, dove mi trovo a volte per motivi personali, mi ritrovo magicamente dietro a 30-40 atlete SF, solo SF! E non parlo di gare nazionali, ma delle podistiche piccole come sono le nostre e con numero di partecipanti del tutto analogo.
La spiegazione che mi sono data è questa: la tradizione podistica romagnola, che è davvero una tradizione in senso stretto, mi sembra piuttosto antica.
A conseguenza di cio', non vorrei che i "veterani" si fossero un po' ghettizzati, non lasciando spazio ai piu' giovani, anche a livello di singole società. 

Per quanto riguarda l'altro problema, che a quanto pare è molto sentito, sinceramente spesso non parteciperei se non potessi partire prima.

I camminatori e i podisti lenti, come me, infastidiscono i piu' forti, questo è fuori di dubbio. Poi se qualcuno è pure maleducato...! Questo pero' è uno dei soliti problemi che riscontriamo anche durante le nostre uscite in solitaria.
Forse si potrebbe chiedere agli atleti di evitare partenze anticipate solo in corrispondenza delle competitive. 
Insomma, non credo che se perdiamo 2-3 secondi a superare un camminatore le nostre performance saranno cosi' tanto rovinate.
Le ripetute veloci le facciamo in altri momenti...

Ciao a tutti e buone corse!


stefano pignotti

Postato il
05/10/2015
ora 21:05:03

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Il bello della corsa della corsa è la libertà, ma se si prende parte ad una manifestazione, dove è presente un regolamento, una volta che si decide di aderire,  penso che le regole dettate da chi organizza vadano rispettate. Quando passiamo per un incrocio la sicurezza ci viene garantita da persone che presidiano in base all'ora di partenza, stessa cosa vale per i ristori, o  la consegna del premio di partecipazione e tutto il resto.  Forse troppo spesso ci si dimentica che l’organizzazione, nel bene o nel male, nel caso succedesse qualcosa ad un atleta avrebbe non pochi problemi (considerando che chi organizza lo fa per passione e non per guadagno..)

Nelle grandi manifestazioni, tipo maratone mi sembra che l’orario sia rispettato, se poi ad ogni gara locale parto prima arrivo prima e corro da solo, mi domando (sono provocatorio!) che senso abbia andare ad una podistica, fare un allenamento per fatti propri cambiando citta tutte le volte non è uguale? 

Il bello di vedere il serpentone di gente partire è qualcosa che ripaga più dei costi di iscrizione e da valore alla manifestazione anche al resto della cittadinanza(a cui spesso noi appariamo solo come un scocciatura) 
In oltre la partenza assieme risolve i problemi di tappo, chi va forte è subito davanti gl’altri seguono, l’importate è garantire al primo come all'ultimo lo stesso servizio e la stessa attenzione, tenendo i ristori aperti e forniti, le strade presidiate, i premi ancora disponibili all'arrivo.  

Per gli orari, non ci prenderemo mai! Tu hai piacere di partire alle otto per essere a casa alle 10, ma la partenza alle otto non permetterebbe a chi risiede lontano di arrivare in orario senza fare una levataccia assurda. Io preferisco partire più tardi perché la mattina sto bene nel letto… tre esempi totalmente diversi che vanno alla stessa manifestazione… un compromesso è l’unica strada.

Detto questo ci sono argomenti forti in questo post, bello ed utile quanto scritto da Vale sulla differenza tra una gara qui e in Lombardia, come mai  in Romagna non riusciamo ad attirare cosi tante ragazze al mondo della corsa podistica? Rinnovando non potrebbe essere anche meglio?
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