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Argomento : Maratona di Verona 6.10.13

Tempus fugit

Postato il
09/10/2013
ora 13:58:42

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Domenica ho festeggiato la mia prima maratona e felice come un bambino la notte ho dormito con la medaglia di partecipazione sul comodino…Dopo almeno due settimane di irrequieta impazienza (e mesi di preparazione…) salgo pimpante a Verona sabato pomeriggio insieme con tutta la tribù famigliare, entusiasta di supportarmi in questo traguardo che inseguo dallo scorso inverno (quando avrei voluto partecipare al Lamone). Il tempo è ahimè previsto brutto e piovoso e mi tocca portarmi un borsone di varianti di indumenti, per eventuali cambi dell’ultimo momento. Arrivati in città si passa subito dalla fiera a ritirare pettorale e pacco gara, comprendente questo una rossa sacca con logo corsa, una borraccia metallica, uno snack energetico. Sabato sera ceniamo in una vecchia trattoria tipica, cerco di stare sul leggero, già saltare una volta tanto la abituale tagliatella o il cappelletto al ragù untuosetto romagnolo farà bene alla dieta dello sportivo. Ma la cosa a cui non posso rinunciare è un calice di Amarone: un caldo nettare, fantastico, divino …la tentazione è quella di prolungare il piacere, ma il dovere di runner mi chiama, ahimè! Poche ore di sonno e alle sei di stamattina sono già a consumare un’abbondante colazione nel mio albergo in compagnia di un’altra quarantina di partecipanti, incredibile! Ce n’è di tutti i colori e di tutte le tipologie, compresi gli stranieri…Conosco una coppia di simpatici, modesti podisti romani ed assieme ci rechiamo alla fiera a prendere la navetta che ci porterà alla partenza, a Sant’Ambrogio di Valpolicella: la zona dell’Amarone!!! In autobus si parla delle esperienze podistiche, in particolare io chiedo ai due compagni di viaggio, che hanno già corso qualche maratona, quando e dove si può incontrare il famoso “muro”…Sulle 7,30 siamo già a destino, ci sono alcuni punti di ritrovo al coperto dove si può fare colazione e poi procedere alla vestizione finale. Si fanno le 8,30 e mi defilo verso la partenza che si trova poco più sotto, come assoluto novellino a me tocca la corsia rossa, quarta ed ultima. I partecipanti alla manifestazione veronese risultano più di 1500, numero totale che include sia coloro che correranno alla “Cangrande” (30 km) che alla 10 km. Dopo un minuto di silenzio in onore delle vittime della tragedia di Lampedusa, si parte!!! Ed è subito una bellissima, piacevolissima sensazione, quella di trovarsi per la prima volta coinvolti in una manifestazione sportiva di queste dimensioni, all’interno di un serpentone di partecipanti, in un flusso continuo di persone che procedono in avanti. Fortunatamente non piove, la temperatura è perfetta: circa 12°C, e un po’ di luce traspare dal cielo. E soprattutto la cornice naturale del Valpolicella è stupenda e riposante, con vigneti, campagne e paesini. Si procede in leggera discesa, io cerco di non forzare mantenendo costante il ritmo che mi sono prefissato almeno per la prima parte della corsa. Lo sforzo in queste condizioni è veramente al limite della piacevolezza, almeno fino a tutto il dodicesimo chilometro. Punti di ristoro e di spugnaggio abbondanti e ben organizzati. Mentre si “scende” verso Verona con lo sguardo cerco qualche conterraneo, il primo che trovo è un signore cesenate degli “amici della fatica” di S.Vittore. Provo a scambiare due chiacchiere, non è certo uno sprovveduto, fino ad una decina di km dalla fine procederemo quasi appaiati, ma non spiccica molte parole. Dopo avere toccato numerosi paesini adagiati lungo le colline, verso il km 15 si scende finalmente accanto all’Adige. Anche questo un bello spettacolo, vista la vegetazione e la fauna fluviale. Poco dopo, passato il sobborgo di Chievo, si comincia ad entrare nella zona più urbanizzata. Ricapitolando, la prima metà della corsa mi risulta molto piacevole da correre, soprattutto per i luoghi entro i quali si snoda il percorso. La seconda metà invece si fa certamente più impegnativa e meno affascinante, dovendo entrare attraverso la città vera e propria. Cominciano anche i ristori più “seri”, muniti di cibi solidi. Qui arraffo qualche pezzo di banana e soprattutto qualche manciata di uvetta sultanina, squisita ed energetica. In tasca ho anche del carbogel che consumerò fuori più tardi. Lungo il percorso noto ogni tanto alcuni corridori fermi, probabilmente infortunati. A qualcuno mi viene da fare qualche incitamento, su dai, forza! Capisco che forse per non è il caso. Da uno in risposta ricevo un profondo, sonoro rutto (doppio)…Smetto di incitare gli infortunati. Intorno al km 28, poco prima del traguardo della “Cangrande” ecco il solito incrocio con quelli che procedono in corsia opposta, più avanti nella corsa! Mannaggia, quanto mi innervosiscono queste “passerelle”, non si riesce a non guardarsi in faccia e a rendersi conto della propria posizione nella corsa…c’est la vie. La sensazione di leggera demoralizzazione fortunatamente svanisce di lì al cambio della corsia, dopo il transito sotto il traguardo della 30 km, quando i ruoli tra chi è avanti e chi più indietro si invertono. A questo punto si è proprio alle porte del centro storico! Ecco Verona-Verona! Passati i 30 km mentre pavento l’arrivo del “muro” ecco che invece mi sento rinvigorito, vedo chi è stanco più di me e così compio qualche sorpasso. E finalmente le prime serie grida di incitamento dei “freddi” veronesi mi gasano e spronano per un altro chilometro o due. Quando inizia una bella pioggerella fitta fitta. Intanto varco i 36 km: mi sento emozionatissimo, da qui inizia l’autentica terra incognita per me, il mio lungo più lungo di 40 gg.fa era giunto appunto a questa distanza… Le mie colonne d’Ercole! Ecco il territorio inesplorato sia con le gambe che con la testa. Mentre in sottofondo comincio a percepire la realtà che sto per terminare la mia prima maratona, la stanchezza comincia a pesare sulle gambe. Niente crampi, niente crisi, ma i chilometri ora si sentono, eccome. Più o meno in questa fase della corsa da dietro le spalle sento la voce di un concorrente appena superato, richiama la mia attenzione urlando Russi, mi volto e mi accorgo di un secondo concorrente romagnolo, un quarantenne della Panighina dell’Avis Forlì! Mi incita a proseguire, ci salutiamo calorosamente e io vado, vado! Finchè non s’imbocca la corsia finale che da una viuzza centrale costeggiata di boutique conduce all’esterno dell’Arena e quindi dentro l’Arena stessa, ci siamo! Che emozione, pur confuso e stanco ho il tempo ancora d’improvvisare uno scatto raccogliendo le residue energie e superare altri due-tre concorrenti, di cui uno sul filo del traguardo… Qui sento le voci di mia figlia e di mia moglie, perse nella pioggia ora fittissima e tra gli ombrelli. Ho fatto un tempo di 3 ore e 33, accidenti non è male! Sono arci-contento, gambe piantate, lignee, e verrebbe da versare una lacrima, ma a che serve, qui piove a dirotto! Mi viene messa al collo la medaglia, è bellissima, un bel pataccone metallico smaltato turchese. Nel marasma post-gara sotto il diluvio c’è solo il tempo di scambiare un fugace saluto con la famiglia, meglio che rientrino in albergo al più presto. Io devo cercare di cambiarmi…dove? Non ci sono spogliatoi qui, né docce…Diciamo che questa è un pecca non da poco, in un’organizzazione che per il resto mi è parsa impeccabile. Alla fine, noi runners qui a Verona in fondo abbiamo il privilegio di spogliarci dentro la mitica Arena! Tra l’altro così a stretto contatto l’uno con l’altro, posizionati su umidi scalini o sulla nuda, bagnata terra, faccio conoscenza con altri partecipanti, ad esempio con un bresciano, corridore di trail, ha corso anche lui la sua prima maratona, con un tempo simile al mio. A lui e ad altri intorno pubblicizzo la maratona del Lamone del 2014, visto che non ci sono altri posti dove lasciare in vista alcuni volantini che gli amici di Russi mi hanno affidato… Fuori dall’Arena al coperto dal diluvio i ristori propongono ottime cose, soprattutto lo stand della Zuegg, con bibite, ottimi succhi e deliziosi “fruttini”, composte di marmellata monodose da consumare sul posto.
Felice della mia corsa, medaglia al collo, sempre sotto la pioggia battente mi avvio verso la navetta che mi condurrà in zona fiera. Fuori grigiore, dentro umore splendente. Euforia, autunno, pioggia, soddisfazione. Da domani si penserà alla prossima corsa…Tempus fugit.

Carlo

Postato il
09/10/2013
ora 20:38:29

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Mi hai ricordato la mia prima maratona, nel 2002 a Firenze.
Mia moglie mi aveva seguito e le avevo passato la macchina fotografica digitale, una nuovissima Canon A40 da 2 megapixel, pur sapendo che era la prima volta che la teneva in mano.
Ricordo che fu ben difficile per lei capire il meccanismo dello scatto in due tempi (prima leggera pressione fino a metà corsa per mettere a fuoco e solo dopo lo scatto completo). Ancor più difficile fu appostarsi in un punto dove, passati i pacemaker delle 4 ore - ben visibili grazie ai loro palloncini colorati - avrebbe potuto attendere il mio passaggio.

Mi sembrava di vivere un sogno e mi ero deciso a parteciparvi dopo che un mio amico, coetaneo, di nome Giovanni - anche lui alla sua prima maratona - e un anziano signore di nome Enio, classe 1927 e con un centinaio di maratone alle spalle, avevano deciso di accompagnarmi in questa avventura.

Fu una giornata fantastica, Enio ci invitava a non aver fretta, ad attendere il 33° chilometro prima di aumentare eventualmente il passo ... Poi lui, al 34° chilometro, ebbe un problema di crampi e ci disse di proseguire da soli in quanto lui sarebbe comunque arrivato fermandosi di tanto in tanto per fare stretching.
Giovanni si sentiva in forma smagliante e proseguì, portando a termine la maratona in 4h29'01"
Io restai con lui anche perché non mi sentivo di lasciarlo solo. Inoltre non volevo fare alcun tempone ma semplicemente portarla a termine attorno alle 4 ore e un quarto.
Il nostro tempo? 4h46'16' e arrivo appaiati e contentissimi.

E mia moglie? Lei riuscì a farci la foto più bella che potessimo mai immaginare. Poco importava che non avesse scattato in due tempi, era più emozionata di noi ed era stata bravissima.
Beh! Le poche foto che fece sono a questo indirizzo:
yyyy://www.fotopodismo.it/Foto/F02/Firenze_20021124/FullFrame.htm

Io sono quello di destra nella foto n. 102 e ancor oggi, quando la rivedo, non posso fare a meno di emozionarmi. La prima maratona non si scorda mai.

Johnni

Postato il
09/10/2013
ora 20:47:44

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Complimenti!!! non solo per l'impresa ma anche per come racconti le tue emozioni...spesso leggendo le tue corse mi sembra di essere stato lì  anche io...
Ogni Maratona ti lascia dentro un qualcosa che ti rafforza... scommetto che stai già pensando alla prossima?




Tempus fugit

Postato il
09/10/2013
ora 23:14:32

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Bellissimi, struggenti ricordi Carlo...Rimangono per sempre scolpiti nella propria storia personale. Niente e nessuno potrà toglierteli... Curioso che anch'io avevo affidato a mia moglie una macchinetta digitale per scattare qualche foto, ma con la pioggia che alla fine è venuta giù e la ressa presso le transenne dentro l'arena, con le due bambine in mezzo, purtroppo non è riuscita ad immortalare l'evento, pazienza... Johnni ciao, certo che ho quasi subito preso a pensare alla prossima, sono ancora forse un pò troppo euforico e sto facendo dei piani azzardati...ma se uno non si gasa in queste "imprese", se non ci si entusiasma e diverte in qualche cosa la vita diventa noiosa, tu quale maratona stai pianificando??

Johnni

Postato il
10/10/2013
ora 19:19:16

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Ciao Tempus fugit!!!

Per ora preparo le garette nostrane con alterne " fortune" visti gli acciacchi... poi da Gennaio studierò quale 42 km fare...
Sono più per la mezza... ma la maratona è la regina di tutte le corse...
finora ne ho corse solo 2 Milano e  Firenze prima o poi vorrei correrne una anche all'estero...anche se son sempre 42195m,
Spero di incontrarti in una delle prossime gare!!!

Tempus fugit

Postato il
10/10/2013
ora 23:00:32

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Già gli acciacchi, sempre in agguato...in questo momento mi sento benissimo ma visto che non sono più un giovincello usura e affaticamento sono da prevedersi. Cerco di prevenirli seguendo i consigli che trovo su alcune riviste, ma l'entusiasmo prende spesso "piede" e si rischia di strafare tra allenamenti e gare domenicali... Sicuramente aspiro a partecipare alla Lamone ad aprile, magari ci si vede là...per le mezze c'è sempre tempo! ciao!!

Nicola

Postato il
12/10/2013
ora 11:37:27

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Complimenti Tempus ! Bravissimo !

Tempus fugit

Postato il
14/10/2013
ora 13:37:10

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Ciao Nicola! Trail in vista??
Letto n. 22671
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