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Argomento : Trail Sentiero Frassati 14.07.13

Tempus fugit

Postato il
15/07/2013
ora 18:41:03

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Dopo che la notte tra sabato e domenica la burrasca su mezza regione ha ripulito aria e cielo, parto presto la mattina per raggiungere un angolo di Romagna stupendo,quasi incontaminato, forse sconosciuto a molti romagnoli, a ridosso della Toscana. Si tratta di una delle zone che amo di più, da Brisighella "in su", e più di una volta ho pensato di comprarmi una casetta e andarci a vivere…o almeno a trascorrere i fine settimana durante la bella stagione. Sulla strada della "100km" che collega Faenza a Firenze, si giunge fino a pochi metri dallo sconfinamento in Toscana, prima di Marradi, e si prende la deviazione che conduce a Monte Romano. Da qui ci si inerpica verso scenari meravigliosi e non di rado per le colline verso sera si possono scorgere caprioli o lepri. Monte Romano è a 703 m, un pugno di case, da qui si ridiscende un paio di km fino ad arrivare all'osservatorio, che d'estate in un buio quasi assoluto (a cui noi "cittadini" non siamo abituati) organizza interessantissime serate di osservazione di costellazioni e pianeti. Invece di proseguire a questo punto si gira a sinistra verso Fontana Moneta, rifugio di un circolo escursionistico faentino che si raggiunge dopo un 3-4 km di impegnativi tornanti tra prati e bosco…Sicuramente un appassionato di trail arriva molto ispirato al punto di partenza…Nelle prossimità del rifugio si parcheggiano i mezzi lungo la strada, visto che le pendenze del terreno lì non hanno permesso la creazione di un parcheggio come si deve. Il rifugio sorge su un'altura, un solido casone di pietra dotato di posti letto cucine bagni docce ecc. con annessa una cappella (commemorativa dei caduti della Grande Guerra). In mezzo al prato l'arco gonfiabile di partenza con tanto di campanaccio pendente. Io arrivo a ridosso delle prime 10-15 auto, poi a mano a mano lo spazio di partenza antistante al rifugio si riempie dei partecipanti. Ritrovo Nicola! Un vero stakanovista dei trail visto che dopo l'impegnativissima corsa due domeniche fa a Montecoronaro e la gara di oggi mi conferma che la prossima domenica sarà pure a Canazei a correre per le Dolomiti! Avrà fatto una scelta di vita e…di corsa. Al via sfoggio lo zainetto con sacca idrica-camel bag nuovo di pacca…doveva essere obbligatorio, insieme a dotazioni come "eco-tazza" e fischietto, ma vista la giornata non afosa il "comitato organizzatore" decide di soprassedere ai controlli…In settimana avevo provato lo zainetto e ci avevo corso 10 km con due litri sulle spalle. Sforzo non da poco, ed infatti in gara lo patirò. Comunque quasi tutti indossano qualche dotazione particolare, dalle borracce agli zainetti e ai bastoncini. Ce n'è uno con due "bombe" posizionate sul davanti, ad altezza spalle. L'umanità che vedo partecipare questa volta non appare così tanto differente da quella di altre gare su fondi più piani, a parte alcuni soggetti dal fisico e movenze "selvatiche", cioè che mi sembrano molto a proprio agio imboscati in questa natura. Dopo un minuto di silenzio in ricordo di Gramellini, il podista forlivese morto due settimane durante una skymarathon in Valcamonica, si parte in discesa. La fila indiana iniziale si sgrana in neanche mezzo km. Fatico subito alle prime salite. Tanta fiacca e quella maledetta scimmietta che mi ballonzola sulle spalle! Ci ho messo solo un litro, ma ci scarico sopra tutte le mie fatiche… Sono stanco già prima di terminare il primo chilometro, ufff! Nemmeno la poesia del paesaggio mi sgrava…ci sono delle salite dove almeno non sono il solo a fermarsi e a proseguire da escursionista. Mi dico che è tutta salute, tutto allenamento muscolare. Riprendo energia e coraggio solo con le prime discese, dopo i primi tre km. Come al solito mollo le gambe, ma qui bisogna fare mooolta attenzione, ci sono dei sentieri da percorrere e non una larga pista. E occhio a pozzanghere ed al terreno umido… Comunque questo slancio perdura almeno fino a metà gara. Scambio due-chiacchiere-due (c'è poco fiato da specare per tutti) con Chantal Marzocchi, combattiva e pimpante runner faentina che vedo spesso in giro alle manifestazioni podistiche. E' il suo primo trail quest'anno, dice, certo fatica anche lei, ma ha tutta un'altra marcia. Al km 7 si spalanca un sentiero largo largo in discesa, qui corro gioiosamente per quasi un km e distacco un gruppettino di 4-5 inclusa Chantal. Ma poi ricomincia la marcia verticale e mi riprendono tutti quanti, ahimè. A metà gara ecco il primo ristoro, quasi in mezzo al bosco trovo pure un pubblico vociante! Siamo a Fornazzano, una casa vacanze per ragazzi attaccata ad una chiesetta, splendido posto veramente! Gli occupanti, una banda di una ventina di ragazzini, dalle finestre delle camerate ed altri in postazione avvistano i corridori e urlano il loro incitamento. Mi viene in mente che da ragazzino mai avevo fatto scout o gruppi parrocchiali o campeggio, e d'improvviso viene voglia di gite e poi d'inselvatichirsi nella wilderness tosco-romagnola… A questo posto di ristoro dicevo, ecco tre praticissime tanichette appoggiate sul muretto, poesia della semplicità, del resto che cosa avrei preteso di trovare, biscotti sali bibite ed altre inutilità? Finalmente si fa ora di utilizzare la mia eco-tazza, un bicchiere telescopico in silicone. Armeggio sui rubinettini e mi servo. Mai sorsata d'acqua fu più gradita…scorta idrica personale di camel bag a parte. Poi via si riparte, anzi si ritorna ad arrancare con la scimmietta sulla schiena. Si seguono drappi giallo-neri, mi sembra quasi dappertutto ben presenti. Si passa attraverso crinali di calanchi, alcuni punti sono anche parecchio ripidi ed è necessario arrestarsi per scavalcare qualche sassone. Non fosse per l'agonismo ci sarebbe da fermarsi e rifare più volte questi tratti di percorso, per godersi meglio il paesaggio e le bellezze naturali. Vedute mirabili sulla Tosco-Romagna, Nicola mi dirà che in certi punti abbiamo ripreso parte del percorso del trail del Poggiolo d'inizio anno. E in seguito continuo a fare lo "stambecco" per le discese, e il "bradipo" sulle salite, non c'è mezza misura. Cominciano le avventure proprio in discesa, quando le caviglie sono stracche dure. Lungo un campo di grano deraglio sulla destra e meno male che ci sono le spighe, continuo a correre qualche metro lì in mezzo prima di rientrare sulla retta via. E , aspetta un attimo, mi accorgo che la zona non mi è nuova! Ma certo, ho appena costeggiato il pendio che porta diritto al secondo punto di ristoro verso il km 13, organizzato presso il ristorante Croce Daniele! Pietra delle pietre miliari delle mie escursioni gastronomiche, uno dei posti migliori della Romagna per cucina e panorami ! Ma non è il momento di fermarsi e mettersi a tavola purtroppo… Quindi si procede verso il basso in una zona quasi di sottobosco, domina un fresco stupendo. Finché non si giunge ad un altro soleggiato campetto di grano, all'inizio del quale siede un runner…infortunato? Stanco? Chiedo se stia bene, lui mi fa di sì. Mentre procedo tra le spighe (mi sembre di essere quel gladiatore che ante mortem sogna l'ingresso nei campi elisi e il ricongiungimento con i famigliari…) alle spalle sento che il runner in pausa fornisce alcune dritte ad un corridore in arrivo..ormai mancherebbero un 3 km scarsi. Accidenti, mi dico, un altro che mi supererà, perché alla fine si terminerà in salita! L'amico che accorre di lì a poco ovviamente mi supera alla prima salitella, ma poi comincia un bel saliscendi e in discesa gli ritorno dietro e lo supero. Nel folto del sottobosco uno dei tratti più belli del percorso: un guado sul torrente! Poi riecco un altro tratto in salita, dopo il quale insieme si arriva di slancio su una radura, quasi in bocca a un cagnone che latra (anche se alla catena nella sua casetta). Per qualche minuto cerchiamo le bandierine giallonere e poi riprendiamo la marcia. E qui lanciatomi in discesa per staccare il concorrente faccio un bel capitombolo! Sbadabeng! Fortunamente solo escoriazioni a braccia gambe ginocchia, mi viene quasi da ridere, mi rialzo subito mentre il compagno di corsa si ferma per darmi una mano… Ringrazio e continuo a procedere verso il basso, finché a un km o due dal traguardo inizia una nuova salita, e qui saluto l'amico che passa e va… adieu. Va beh, adesso mi guardo le spalle, sento nuove voci avvicinarsi, ora mi trovo sul tratto che conduce al rifugio… raccolgo le energie rimaste e percorro con uno scatto gli ultimi 300 metri. Finalmente faccio suonare la campanella all'arrivo!!! E' fatta, la mia escursione a strappi è terminata! Mi ristoro all’ombra con saporite pesche nettarine e fette di mela, ottima scelta. Tè troppo dolce, in compenso ci sono i soliti biscotti del mulinobianco, e tanta tanta acqua. Appoggiato ad un albero vedo arrivare a poco a poco altri concorrenti, quasi tutti gioiosi di far suonare la campanella. Non sono molto soddisfatto della mia corsa, ma devo dire che i paesaggi percorsi valevano questa ed altre fatiche (magari uno se li poteva godere anche da tranquillo escursionista). Scambio quattro chiacchiere con Nicola a cui faccio alla fine un bocca in lupo per la skyrace di domenica prossima. Ci racconterà. Non partecipo al pasta party, mi aspettano quasi 90 km da ripercorrere indietro verso il mare. Ritiro le mie due bottiglie di vino e lentamente riprendo la via del ritorno. La giornata si è fatta calda ma ancora è stupendamente non afosa. Romagna solatia così ti voglio.Tempus fugit

Carlo

Postato il
15/07/2013
ora 21:33:08

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Un racconto fantastico e ricchissimo di particolari che lo rendono sempre piú avvincente! Mi verrebbe da dire che avrei voluto esserci anch'io ma non me la sento. Sei stato talmente preciso nel descrivere il percorso e le sue difficoltà che mi sembrava di esserci e di non farcela ad arrivare al traguardo.
Magari il prossimo anno ci andró anch'io ma come hai suggerito tu stesso e cioé da tranquillo turista amante della montagna.
A proposito ... Era previsto un tempo massimo?
Molto bello il minuto di silenzio per ricordare l'amico Fausto.

Tempus fugit

Postato il
15/07/2013
ora 23:16:38

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Grazie Carlo, il posto merita veramente, da visitare sia di corsa che...al passo! Inserire ogni tanto un trail tra le corse "piane" fa veramente bene, oltre che alle gambe anche alla testa! E comunque non c'erano limiti di tempo, da quello che ho letto questi limiti così come certe obbligatorietà nel possesso di alcune dotazioni esistono solo per i tracciati oltre i 40 km...

Nicola

Postato il
16/07/2013
ora 08:55:35

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Bellissimo ed intenso racconto come sempre Tempus ! Complimenti. 
Con le tue parole ho rivissuto anche la mia gara...

Grazie ai Trail sto scoprendo zone della mia terra che per me erano sempre rimaste "nascoste"...

Ci rivediamo e rileggiamo presto !

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