Attrezzatura

Correre d’inverno e al buio: abbigliamento a strati e luci per allenarsi in sicurezza

Con le giornate corte molte uscite finiscono dopo il tramonto: tre strati, una frontale e qualcosa di riflettente fanno la differenza.

Illustrazione notturna di una lampada frontale che illumina una strada sotto la luna
Illustrazione: Romagna Podismo

Da novembre a febbraio chi lavora corre spesso all’alba o dopo il tramonto. Con il freddo umido della pianura romagnola e la nebbia che può calare all’improvviso, vestirsi bene e farsi vedere diventano parte dell’allenamento.

Il sistema a tre strati

  • Primo strato: maglia tecnica aderente che allontana il sudore dalla pelle. Meglio evitare il cotone, che resta bagnato.
  • Secondo strato: maglia termica o pile leggero nelle giornate più fredde.
  • Terzo strato: giacca antivento e idrorepellente, possibilmente traspirante.

Un buon riferimento: alla partenza si dovrebbe sentire un po’ di freddo, perché dopo pochi minuti la temperatura corporea sale. Cappellino, scaldacollo e guanti leggeri proteggono le parti che si raffreddano di più.

Vedere e farsi vedere

Una lampada frontale illumina buche e radici e rende visibili agli automobilisti. Elementi riflettenti su giacca, scarpe o caviglie, insieme a una piccola luce posteriore, completano la dotazione. Quando possibile conviene scegliere percorsi illuminati, piste ciclabili o parchi, e correre controsenso rispetto al traffico sulle strade senza marciapiede.

Dopo l’uscita

Cambiarsi subito con abiti asciutti evita di raffreddarsi. E se il tempo è proibitivo, una seduta di esercizi a corpo libero in casa è un ottimo piano B.

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Marco Bellini

Marco Bellini

Appassionato di corsa e sport fin da giovane, seguo con entusiasmo il mondo del running, dalle maratone internazionali alle gare di trail e ultrarunning. Mi piace raccontare le storie degli atleti, le ultime novità sulle competizioni e condividere consigli su allenamento, salute e attrezzatura. Il mio obiettivo è informare e ispirare chiunque ami correre, dai principianti ai runner più esperti.