Correre d’inverno e al buio: abbigliamento a strati e luci per allenarsi in sicurezza
Con le giornate corte molte uscite finiscono dopo il tramonto: tre strati, una frontale e qualcosa di riflettente fanno la differenza.
Da novembre a febbraio chi lavora corre spesso all’alba o dopo il tramonto. Con il freddo umido della pianura romagnola e la nebbia che può calare all’improvviso, vestirsi bene e farsi vedere diventano parte dell’allenamento.
Il sistema a tre strati
- Primo strato: maglia tecnica aderente che allontana il sudore dalla pelle. Meglio evitare il cotone, che resta bagnato.
- Secondo strato: maglia termica o pile leggero nelle giornate più fredde.
- Terzo strato: giacca antivento e idrorepellente, possibilmente traspirante.
Un buon riferimento: alla partenza si dovrebbe sentire un po’ di freddo, perché dopo pochi minuti la temperatura corporea sale. Cappellino, scaldacollo e guanti leggeri proteggono le parti che si raffreddano di più.
Vedere e farsi vedere
Una lampada frontale illumina buche e radici e rende visibili agli automobilisti. Elementi riflettenti su giacca, scarpe o caviglie, insieme a una piccola luce posteriore, completano la dotazione. Quando possibile conviene scegliere percorsi illuminati, piste ciclabili o parchi, e correre controsenso rispetto al traffico sulle strade senza marciapiede.
Dopo l’uscita
Cambiarsi subito con abiti asciutti evita di raffreddarsi. E se il tempo è proibitivo, una seduta di esercizi a corpo libero in casa è un ottimo piano B.