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Argomento : Passatore

Panta Rei

Postato il
27/05/2013
ora 11:30:08

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Ciao a tutti! Ieri sono stato Passatore per la seconda volta; la fatica, le emozioni e la gioia infinita stanno ancora facendo il loro corso sia nel mio spirito che nel mio fisico, avrò bisogno di qualche giorno per metabolizzare quest'avventura che ho concluso in 12:49:54! Questa volta non era presente mia moglie a farmi da supporto ma si è gentilmente prestata mia sorella. Mia moglie mi ha seguito "telematicamente" ed è stata con me spiritualmente per tutti quei chilometri. Ma prima di partire mi ha lasciato un biglietto nella mia borsa che ho trovato a Firenze mentre mi preparavo; volentieri lo condivido con voi tutti; perchè è chiaro, vero e indiscutibile che dietro una grande impresa di un uomo c'è sempre il sostegno, la sofferenza, la fatica, la gioia e sopratutto l'amore di una grande donna.

Lo scorso anno avevamo appuntamento alla Colla e lei mi ha accompagnato amorevole fino a Faenza che ci ha visto felici alle 04:10.

"E’ passato un anno ma sembra ieri che siamo arrivati a casa che albeggiava e l’unico rumore che si sentiva era lo sbattere dei tuoi denti, con quella espressione felice sul volto per l’immensa impresa che avevi compiuto e che in parte avevamo compiuto insieme!!!
Non mi aspettavo tante emozioni, la corsa e l’affanno per arrivare in tempo al passo della Colla, ripassando mentalmente se avevo dietro tutto quello che ti poteva servire…….l’emozione di vederti arrivare e soprattutto di vedere che le tue condizioni erano ottime….e poi il susseguirsi di km e di conteggi dei minuti, delle mezzore e di nuovo la felicità nel vederti e soprattutto nel vederti e saperti felice per quella cosa epica che stavi facendo.
Poi è giunta la notte, e sono rimasta sola con i miei pensieri, il mio stereo e il contakm….5 e poi 5 e poi 5 e poi 2 poi 2 poi 2 ……tante lucine che saltellavano da tutte le parti come grandi lucciole sopra l’asfalto….e poi la tua che era inconfondibile con il saltellare di qua e di là che oramai lo riconoscerei fra mille.
Poi sono giunti quei maledetti 82km e lì è giunta la tua sofferenza e la mia, l’ansia di vedere quella lucciola dopo 2 km e poi dopo 1 perché 2 mi sembravano immensi e lì siamo diventati una cosa sola ed è diventata una sofferenza unica….la nostra!!!!
Tante emozioni che pensavo un giorno avrei scordato e che in un certo verso non avrei mai più provato perché le esperienze sono uniche ma che all’improvviso sono tornate tutte fuori proprio come se fosse stato ieri!!!!
So che ce la farai perché sei una roccia e adesso mi spiace non esserci ….in bocca al lupo!!"

Grazie Laura, amore mio!

Tempus fugit

Postato il
27/05/2013
ora 13:44:37

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Epica (e intenso feuilleton) allo stato puro...prode Panta rei, altri 100 km sono scorsi via calcati dalle suole di 1500 ! A incrociarsi sulle strade della Romagna!

Nicola

Postato il
27/05/2013
ora 18:40:09

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Grande Panta Rei !

Panta Rei

Postato il
28/05/2013
ora 14:24:25

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Ecco il seguito.....

La Roccia (100km del Passatore 2013)

Il 18 maggio chiudono le iscrizioni, sono due settimane che il richiamo si è fatto via via più forte; resistervi sta diventando difficile. Laura non ne vuole sapere, non è d’accordo, si è ripromessa che mai più vuole vedere il tuo viso solcato da una fatica che non capisce fino in fondo ma che l’ha fatta penare tanto lo scorso anno. Ma tu devi andare, tu sei già su quella striscia d’asfalto che da Firenze porta a Faenza, quasi ti pare di sentire il gusto salato della tua fatica tra le labbra.
Con non poche difficoltà ottieni l’appoggio di Laura, che asseconda a malincuore il suo adolescente di sempre; e in un attimo sei a Faenza con in tasca il pettorale; senti il cuore gonfio di emozioni strane, pare tu debba già controllare il respiro per cercare di risparmiare forze e fiato a una settimana dalla partenza. L’aria è stranamente fresca per essere maggio.
Venerdì 24 sera, sei in garage in mezzo a tutto il tuo guardaroba da podista, tra mille e mille integratori che ti hanno regalato nelle varie competizioni; sei veramente indeciso: le condizioni meteo pare saranno ostili, le temperature sono in forte discesa inoltre ci sarà vento almeno fino alla Colla. Nel dubbio prendi tutto, un modo per rimandare la decisione a Firenze.
Sabato 25 da poco passate le 9:30 ecco Francesca, tua sorella, sarà lei insieme a Fabio a farti da angelo custode e non sai quanto saranno importanti. La strada che porta da Faenza a Firenze la ricordi ma solo a tratti, l’evento dello scorso anno non ti ha lasciato immagini ma sentimenti, odore di sofferenza; e oggi come la falena con la luce sei ancora lì; ma quanto piove!!!
Laura non è con te quest’anno ma è come se lo fosse; un biglietto e in poche righe ti ha trasmesso tutto il suo appoggio, e il suo amore incondizionato, oggi per lei sarai ancora una volta pietra e roccia, ancora oggi, ancora una volta tornerai a casa felice e lei sarà felice per te;ma prima si deve tornare a Faenza. Intanto siamo alla Colla e oltre ad una pioggia incessante i rami si piegano incurvati dal vento di Libeccio che soffia forte, a tratti qualche fiocco di neve si spalma sul vetro della macchina: sei preoccupato; correre una 100km è dura, farlo tra Firenze e Faenza lo è di più, farlo con condizioni meteo serie potrebbe diventare pericoloso; ed ecco Firenze quasi rischiarata da un sole bugiardo. Poche ore e sono le 14:00, la pioggia dopo una breve pausa è ricominciata incessante, tuona dichiarando la sua forza. Sei vestito con il tuo settaggio tipico del tardo inverno, le braccia coperte le mani dentro due paia di guanti; con te un poncho di plastica leggera e uno scaldamani chimico; piccole barriere tra te e le temperature; ma il tuo cuore è pronto alla sfida, le gambe sono unte e i muscoli sono tesi ed ecco le 14:40: baci Francesca per un appuntamento alla Colla; gli hai fornito i tempi dello scorso anno e sai che tutto inizierà alla Colla o di contro, tutto finirà là!
Pioggia, acqua, pioggia, fulmini, tuoni, lo start!!!! E sei al galoppo, sei dentro un fiume che scorre sei acqua nell’acqua, i satelliti non agganciano il Garmin, non importa si va si corre, la tensione si scioglie e si sale, non troppe chiacchiere, poco rumore quest’anno, tutti concentrati a gestire il freddo e la pioggia che non molla.
Rischiara, la temperatura di poco si alza, quasi tepore, meglio così brucerai meno, mentre mangi asfalto verticale sei alla Vetta le Croci, ti senti bene e ti rilassi inforcando la discesa verso Borgo San Lorenzo, sono passate da poco le 18; arraffi un biscotto, bevi tè caldo e sei ancora sulla strada, sai bene che da lì a poco le cose cambieranno; l’aria è tornata fredda, si è alzato il vento e inizia una pioggia sottile. Mentre alzi lo sguardo l’Appennino lo vedi avvolto da nuvole veloci è li che vai insieme ai tuoi silenziosi compagni. Il freddo diventa sgarbato, pungente, ti graffia le gambe e tu tenti la tua unica difesa: corri, se corri ti scaldi, ma il freddo è tanto in più sei bagnato e con il vapore se ne vanno le forze; tra Ronta e Razzuolo sei al passo, bagnato infreddolito incapace di mettere insieme i pensieri vorresti rassicurare chi sicuramente ti pensa ma i messaggi non partono e le dita faticano a muoversi: sono bianche, lo scaldino lo prendi, ci metti 10 minuti ad aprirlo ma non scalda, lo colpisci con il dorso della mano, non ne vuole sapere; intanto è Razzuolo, pare che l’acqua che scende dal cielo voglia affogarti tanta ne viene, il freddo è insopportabile, i piedi sono bagnati non hai più un cm di pelle asciutto, senti distintamente le cuciture dei calzini lacerare le dita dei piedi, lo speacker alla partenza ha invitato tutti alla prudenza, un ritiro non è debolezza è solo la conoscenza della misura di se stessi, ma tu sei freddo fuori ma il caldo dei tuoi affetti ti scalda ed è già motore per le tue gambe: corri, corri, corri una curva la fontana, una curva, una voce: Francesca! ma che ci fa in mezzo alla salita per la Colla sotto la pioggia? Urla e dice che manca poco meno di un chilometro e ti rimprovera dicendo ma che fai corri? e tu corri, certo che corri sei un treno Transiberiano che sbuffa vapore e vai strappando gli applausi dei presenti. Biiip biip e sono 5:24’ che sei sulla strada e 48 km sono alle spalle, si continua.
Prima fermata, primo appuntamento centrato con Francesca, sei in anticipo di 45’ rispetto il 2012 un’infinità! Sei un ghiacciolo le gambe fanno fatica a piegarsi così come le braccia, devi spogliarti, devi asciugarti altrimenti sarà la fine, devi fuggire dalla tentazione di sederti in macchina sai bene che ti rannicchieresti e ti faresti piccolo piccolo alla ricerca di un calore che non hai. Fortunatamente Fabio e Francesca parlano, parlano, parlano sembra di essere una macchina da Formula UNO ti aiutano prima a distendere gambe e braccia non senza dolore, poi ti passano i vestiti asciutti che non ne vogliono sapere di entrare, ma Francesca non si da per vinta e te li cuce addosso! Fabio! ‘sti scaldini non funzionano guarda un po’ te, dici; Fabio ti guarda sorpreso e dice che sono roventi….semplicemente non li sentivi tanto eri freddo, e le tue mani le tue dite sono bianche esangui, il tuo corpo ha messo in atto le sue ultime difese contro il freddo dell’Appennino, ha richiamato sangue al cervello e al cuore! Brodo caldo, Nutella, sei asciutto, e pronto per affrontare il tuo secondo Passatore! Appuntamento urlato con Francesca e ci si vedrà tra 5 km.
Eccola la tua notte, la lunga notte del Passatore, è un anno che pensavi a lei, su quella discesa hai lasciato un pezzo della tua anima lo scorso anno e sei tornato a cercarla, è una strana sensazione nel breve volgere di un paio di chilometri sei come nuovo, sei partito adesso e lentamente ti lasci alle spalle la Colla e la sua tempesta fuori stagione.
Il prossimo cancello: Marradi ancora 15 km per Marradi; terra Toscana in odore di Romagna, la valle del fiume Lamone si allarga sotto i tuoi piedi; il fiume è gonfio d’acqua e il suo rumore è rabbioso, a volte quasi minaccioso dopotutto tu questa notte insieme a tanti altri stai sfidando te stesso ma anche la natura che ti voleva lontano da quelle vette, al riparo e al caldo, il suo rumore è quasi un lamento per non essere riuscito a fermarti, la pioggia non cade più, ti pare di sentire ora la civetta ora il gufo, e tu sei parte di questa natura, potresti essere scalzo e non sull’asfalto ma sul sentiero che vedi alla tua destra, ma ecco Marradi! Entri urlando e il crono segna 7:48, è festa!!! Francesca, Fabio, Alan, Luca sono tutti lì per te, è vera gioia e felicità. Una rapida verifica del tuo stato fisico mette in luce una situazione più che rassicurante, solo le giunture delle ginocchia pare abbiano qualche problema che un rapido massaggio di Francesca sciolgono come neve al sole!!! Riparti e l’appuntamento festoso è tra una manciata di chilometri; l’atmosfera è di vera gioia non pare proprio che alle spalle ci siano 65 km!!! Popolano, Sant’Adriano volano via con i loro chilometri riesci a mantenere una cadenza costante fermandoti a ogni ristoro e grazie ai massaggi di Francesca arrivi a San Cassiano. 9ore e 21 minuti quando le porte di Romagna si aprono, le montagne dell’Appennino hanno lasciato spazio ai colli di Romagna e l’abbraccio della valle si fa largo, di lontano scorgi con gli occhi della fantasia la pianura di Faenza.
Sei stanco, manca meno di una mezza maratona pensi tra te e te, e chi altri….la pioggia che aveva dato una leggera tregua è ricominciata incessante e sferza con la forza del vento il tuo viso, Francesca ti allunga un cappello asciutto e le gocce scorrono sulla tesa come se ci fosse una grondaia non più nuova; ti rendi conto che le energie residue sono poche l’allegria dei chilometri passati sta lentamente lasciando il passo alla fatica, allo sforzo puro. Tutti quei chilometri ti hanno prosciugato, impoverendoti gradualmente e ora sei solo davanti a Brisighella l’ultimo bastione prima di Faenza, prendi Brisighella e Faenza è tua pensi; sono 88 chilometri che corri e sono passate 11 ore e 11 minuti e la tua entrata è salutata da un applauso commovente di un gruppo di ragazzi che forse hanno colto la tua stanchezza e sofferenza. Francesca e Fabio ti guardano ormai stupiti per quello che stai facendo, un velo di preoccupazione gli si legge in faccia, in continuazione ti chiedono come va, sono in pensiero perché la pioggia aumenta di intensità e temono un crollo, parli poco, e se pari parli a monosillabi, un nuovo massaggio, Francesca si è consumata le mani a forza di spingere su quelle rotule, ma funziona e le articolazioni sono rimaste sempre calde. Via si và; Brisighella è alle spalle e basta poco per essere ad Errano, la strada è ormai ampia, le aiuole ben curate fanno bella mostra di rose, e cespugli di lavanda, ma piove, come piove. Francesca vuole correre con te, anche se piove e corre con te per tre chilometri, ormai siamo a 97 chilometri sono stanco non credo di avere un briciolo di energie, se continuo a correre è perché non potrei fare altro giunto a questo punto, nuova energia nascosta non si sa bene dove alimenta le gambe, via il poncho, macini i chilometri che restano, 98 il rettilineo dopo la rotonda, ci sei; 99, le gambe sono tornate elastiche i piedi colpiscono la strada bagnata e ti restituiscono all’aria, la piazza, applausi, Faenza il crono è fermo a 12:49:14! Gioia pura, felicità immensa, grazie Francesca, grazie Fabio siete stati due autentici Angeli Custodi.
Grazie Laura, amore mio, sono stato roccia!

Tempus fugit

Postato il
29/05/2013
ora 00:15:14

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Raramente ho letto qualcosa di tanto coinvolgente ed avvincente...mi è pure venuto il fiatone. E viene anche tanta voglia di correre e correre e correre, solo quello, e percorrere il mondo universo...

podista puritano

Postato il
29/05/2013
ora 07:54:07

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Coinvolgente ed intenso e' un eufemismo...... riempie gli occhi di lacrime, dalla commozione. Complimenti di cuore.

Tempus fugit

Postato il
30/05/2013
ora 23:31:48

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se si è sciolto pure il Puritano, che credevo tutto d'un pezzo, allora la poesia della Grande Corsa ha proprio raggiunto l'apice...resta da spiegare l'inesplicabile per chi non corre, che cosa muove e sollecita tutti questi folli ad inerpicarsi e marciare per 10 volte 10 km, tra il giorno la notte ed il giorno, sotto la pioggia o il sole
Letto n. 2225
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