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Argomento : Passatore 2014 - sciami di lucciole nelle tenebre

Tempus fugit

Postato il
27/05/2014
ora 00:48:09

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Ho corso la mia prima 100 km… riprendo la mia auto sulle 5 e un quarto di domenica mattina, e mi pare che questa esperienza sia stata un…sogno. Ho corso oppure il Passatore l’ho consumato nello spazio e nel tempo incommensurabile di una visione notturna? Tutto comincia in un’atmosfera da gita scolastica, con la partenza in pullman da corso Garibaldi alle 8,15 di sabato 24 maggio. L’entusiasmo lo vedo negli occhi di quasi tutti i partenti è alle stelle, è un entusiasmo da gitanti, da bambini diretti verso una scampagnata… il pensiero me lo trasmette anche Andrea di S.Pancrazio, che ho ritrovato sia alla maratona di Russi che alla 50 di Castelbolognese. Durante il viaggio faccio conoscenza con Isidoro di Bergamo, anch’egli alla prima esperienza. Ha una figlia campionessa di corsa in montagna. Parlando di corsa, lavoro e famiglia si annulla il tempo di percorrenza tra Faenza e Firenze. Ed eccoci catapultati in una delle città più belle del mondo, che sarà il punto di partenza di un’avventura molto impegnativa. Breve ricognizione tra piazza dei Calzolari e quella della Repubblica. Partecipanti già sistemati per ogni dove, intenti a trascorrere le poche ore che mancano allo start, ad abbigliarsi, chiacchierare. Giornata assolata, spira un venticello piacevole. Mi siedo ad un ristorante sulla piazza e mi godo il panorama mangiandomi un piatto di spaghetti. A fianco siede il romano Massimo, che imita il mio menu e mi racconta delle sue maratone capitoline, e della grande umanità di Giorgio Calcaterra, che addirittura si fece fotografare da lui durante una corsa mettendosi in posa. Mi siedo poi su un marciapiede a contemplare il brulichio dei runners affaccendati.  Lo speaker dell'organizzazione chiede cortesemente ai runners in vestizione dentro palazzo Strozzi di cambiare posto, per ragioni di decoro. Scorgo poi Andrea della Lamone, vado subito a salutarlo, solo la settimana scorsa ha corso la Nove colli, ed ora come nel 2013 è qui per l’accoppiata col Passatore, incredibile!!! Mi racconta ridendo di avere avuto una crisi di sonno e ad un certo punto di essersi pure trovato nel fosso! È poi contentissimo perchè è stata accettata la sua domanda di partecipazione alla Sparta-Atene. Che personaggio! Infine viene l’ora anche per me di preparare abbigliamento e borsa col cambio diretta al passo della Colla. Dirigendomi verso lo start incontro anche Andrea di Capo Nord e sono contento di partire insieme con lui. Ci facciamo un bell’in bocca al lupo. Ed ecco la marea dei duemila che festosamente attraversa piazza della Signoria. Siamo ancora tutti belli carichi, spiritosi, chiacchieroni e goliardici mentre si imbocca la strada in salita che ci porta verso Fiesole. Man mano che si sale si gode di una vista sempre più magica di Firenze e delle colline intorno. Spensieratezza, esuberanza, la corsa è solo agli inizi, luce senza ombra di preoccupazione per la montagna di chilometri che attende di essere percorsa…Mentre si va verso Vetta le Croci mirando il panorama a 360° si desidera spiccare il volo tanta è ancora l’energia che preme … un rapace in aria volteggia senza pensieri di competizione. La prima discesa verso Borgo S.Lorenzo è piacevolmente all’ombra, quasi spensierata. Anche qui corro accanto ad Andrea di Forlì. Ai bordi della strada accompagnatori amici e parenti tifano e sostengono i partecipanti in maniera commovente. A Borgo il percorso attraversa la via del centro. Mi fermo al ristoro e passeggio con le bevande per qualche minuto prima di riprendere la strada. Avverto la prima seria fatica nel tratto in salita appena fuori il paese, soprattutto pensando che la salita vera è lì da venire…intanto Andrea è ripartito in avanti, e non lo vedrò più! Buon viaggio amico! Dopo Ronta la pendenza aumenta drammaticamente, ostinato spingo perché voglio proprio vedere con i miei occhi di runner quel cartello che segna preciso la distanza maratona…finalmente eccolo, io lo sto superando proprio ora e con urlo liberatorio marco questo momento importante. Da lì cominciano le prime pene, scarpino in preda ai brividi, la canotta arancione Lamone d’ordinanza non è più sufficiente…si fanno le nove di sera, stanno per calare le tenebre e ascendendo al passo della Colla trovo una specie di apocalissi stradale! Auto incolonnate quasi come sulla tangenziale, con noi corridori impegnati a fare lo slalom. Al passo ecco ristorante, parcheggi, auto qua e là, accompagnatori, runners intenti al cambio su spazi larghi un fazzoletto, tende con ritiro borse dove fortunatamente anch’io ritrovo subito il mio bagaglio… Il personale comunque si mostra sempre cortese e paziente. Febbrile attività e grande eccitazione. Qui comincia il bello, mi dico. Finalmente si è fatta l’ora di indossare la torcia frontale e proseguire il percorso nel buio. Ecco iniziare quella parte di corsa che mi pare di avere sognato, nonostante le concretissime fatiche patite… Con slancio mi precipito verso il basso, illuminando ed illuminato. Mi aggrego ad una pattuglia di corridori,  che come uno sciame di lucciole svolazza al buio nel bosco. Dopo qualche chilometro di tornanti mi volto e guardando indietro verso l’alto, vedo tanti di questi sciami, fuocherelli guizzanti nelle tenebre, fuggenti uno dietro l’altro. Il fresco tiene sicuramente svegli e quasi sospinge nella corsa. Ma la fatica anche in discesa si fa sentire, e dopo Crespino rallento, percorrendo tratti a piedi. Alla Stazione Fantino, mentre son fermo al ristoro si avvicina un pullman carico di persone. Dal finestrino si sporge il conducente, che chiede con voce lugubre se ci sono dei concorrenti ritirati…nel buio e nel silenzio questa voce echeggia minacciosa. Come se andasse a minacciare energie ed impegno di coloro che sono fermi a ristorarsi per una manciata di secondi. Ma sacrifici umani qui non ce ne sono, e il pullman continua la sua dolorosa marcia. Per coloro che si sono fermati un sentimento di simpatia, dai si riproverà l’anno prossimo! E noi si riprende la marcia oscura. Il cielo è straordinariamente stellato, e di tanto in tanto mi piace spegnere la torcia per sentirmi completamente avvolto dall’oscurità. A tratti poi la strada costeggia il Lamone! Per qualche breve istante mi fingo immerso nel suo corso, immaginario compagno di viaggio…vorrei tanto lasciarmi scorrere via anch’io. Per la tappa di Marradi aumento l’andatura come per fare bella figura nel percorrere gli ultimi lembi di territorio del Mugello…65 km sono fatti, così tanto non avevo mai corso! In uscita dalla cittadina affianco una podista di Castellaneta che non ne può più, facciamo un tratto di strada assieme. Le faccio coraggio ed in fondo così facendo incoraggio anche me stesso…non si può certo mollare a due terzi dell’impresa… Cerco anch’io di distrarmi pensando alle tappe intermedie, di 5 in 5 km. Ad esempio sono impaziente di passare da Popolano, paesino rinomato per il birrificio Cajun! Mai bevuto la Lom? La Cecca ? E la Ys? Pur nel buio e stordito dalla fatica cerco di leggere qualche indicazione sullo stabilimento…magari vi fosse un ristoro apposito! Al suo posto invece, si passa accanto ad un locale dove un gruppo rock sta suonando London calling dei Clash…ah ah ah, di cui cerco di attingere le energie… Dopo S.Adriano intorno a mezzanotte si comincia ad uscire dalla Toscana…finalmente ecco il cartello indicatore della provincia di Ravenna! Altro simbolico urlo liberatorio…nel nulla sale al nulla, dal nulla di uno scarpinatore, incosciente ed arrancante nella notte oscura. Dove sto andando? Quando arriverò? Ma sono mai realmente partito da qualcosa? Ci sarà un lunedì mattina di ritorno al lavoro? E domani – domenica - che cosa racconterò alla mia famiglia? Mi reggerò in piedi alla comunione di mia figlia, in chiesa? Il movimento mi strappa all’inerzia di pensieri angoscianti, a questo punto so solo che dopo S.Cassiano siamo a tre quarti del cammino, e 25 km sono ancora una solida distanza. Un momento scacciapensieri della corsa è situato tra Marradi e S.Cassiano, non ricordo più esattamente dove ma un posto di ristoro qualificatosi apertamente con un cartello come “abusivo”, preparato dagli abitanti di una casa sul percorso mette a disposizione dei passanti (cioè correnti) su un tavolino ciambella e ciliegie. Ecco proprio di ciliegie avevo voglia, ne afferro una manata, ringrazio di cuore e proseguo gustandomele. Questa pausa è avvenuta in un momento preciso, in un determinato luogo ed ad una certa ora che ho dimenticato, ma idealmente esisterà sempre nella memoria di questa ed altre corse che verranno… E si prosegue. Ora il percorso che conduce verso Brisighella si fa lungo, interminabile. La rocca del borgo la si vede fin da Strada Casale, bello emozionante certo ma quei 9-10 km non finiscono mai. Pesante è questo pensiero costante ai km che diventano sempre di meno, ma che sembrano durare il doppio. Certo, l’entrata in Brisighella è suggestiva, ma quanto dura quella manciata di metri di salitella che conducono alla piazzetta! Dopodiché restano poco più di 10 km, c’è quel lungo rettilineo che passa da Errano, costeggiato da una ciclabile separa da aiuole di fiori. Per distrarmi qualche prezioso istante dalla fatica montante mi butto sulla ciclabile e inalo a pieni polmoni i profumi del gelsomino, nel fresco notturno…sul vicino orizzonte, sopra l’abitato di Faenza intanto sorgono ormai le prime luci del mattino. In quel momento è come se si creasse un cortocircuito, sono 12 ore che sto in movimento, e partito con la luce ritorno a casa con la luce, passando attraverso la notte. Nel momento in cui lo realizzo la corsa si annulla, si viaggia col pensiero, la fatica è azzerata…ma è un istante appunto. Mancano tre chilometri – tre al traguardo e per farli questi tremila metri ci metto un’eternità. Soltanto quando vedo il cartello “1 km” sono convinto che il gioco sia finito e riprendo a trotterellare gioiosamente…in piazza tanti volontari, stand illuminati, qualche voce ed incitazione ed un pugno di corridori, quelli che arrivano alla spicciolata. Vedere il mio nome apparire sul display mi dona la certezza di essere arrivato, mentre la mia mente forse è ancora a metà strada tra Firenze e Faenza, scomposta nelle oltre 13 ore e mezza di viaggio. Realizzo finalmente di avere completato il “trittico”…un anno fa una cosa per me al di fuori di ogni umana comprensione. Carico delle mie borse e dei vini del Passatore, con medaglia al collo ed attestato di partecipazione alla mano entro poi in un bar a bermi una birra. I gestori mi chiedono se abbia vinto qualcosa, io dico che sono arrivato oltre il 900° posto, ma sono soddisfattissimo lo stesso. Ricevo pure i complimenti, scambio due chiacchiere e finalmente riprendo la macchina per fare ritorno a casa. Alba, strade deserte, luce. Caviglie e polpacci indolenziti, adrenalina pompata a mille. Stanchezza zero. Mi chiedo ora dove sia finita quest’incredibile esperienza, mica me la sarò sognata? Corro e mi dico che tutti questi chilometri sono assurdi, mai più lo rifarò. Domenica la penso diversamente. Lunedì al lavoro con il gastrocnemio destro gonfio penso al prossimo Passatore.
P.S. Il primo impulso a partecipare al Passatore è scattato l’anno scorso leggendo alcuni resoconti dei partecipanti. In particolare quelli di Panta rei e di Elena, una centista russa invitata all’ultimo momento a partecipare. Da quel momento in testa mi è scattato qualcosa e per me stavolta l’immaginazione ha raggiunto la realtà. Tempus fugit   

Podista Puritano

Postato il
27/05/2014
ora 10:31:52

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 Quando ti dissi,LA CORSA,sbagliavo? Complimenti stavolta non solo per l'avvincente narrazione....

Tempus fugit

Postato il
27/05/2014
ora 13:56:27

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...confesso che anche le parole del Puritano sulla Corsa a suo tempo avevano lasciato il segno...parole che hanno corso a lungo nella mia testa, con impronta profonda. Pare un secolo fa.

Panta Rei

Postato il
27/05/2014
ora 16:47:21

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Ciao Tempus! è con gioia che leggo le tue righe; sulla strada tra Firenze e Faenza non eri solo, insieme a me e tant'altri hai respirato, sofferto, pianto e infine gioito. Non ho compreso la mia avventura che fa ancora la spola tra mente e corpo; ma prima o poi i pensieri troveranno una via e diverranno parole che condividerò con voi tutti runner; ad oggi mi sorprendo mentre singhiozzo come è già stato tra la Colla di Casaglia e Faenza, mentre ero Passatore!

Johnni

Postato il
27/05/2014
ora 19:24:39

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Ciao Tempus!!!
Come al solito grandissimo racconto sembra un misto tra una fiaba 
e un sogno...invece è una bellissima realtà!!!
Hai corso il Passatore sogno di moltissimi runners sei veramente
GRANDE!!!
Complimentoni!!!
P.s a giugno  vado a fare la notturna di S.Giovanni magari ci si vede a Cesena...anche se  dopo la  100km 11 sono un buon riscaldamento

A presto Johnni

Carlo

Postato il
27/05/2014
ora 20:34:22

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Complimenti vivissimi e grazie come al solito per il dettagliatissimo racconto.
Hai dimostrato di avere coraggio da vendere e poi ... e poi addirittura il trittico.
GRANDE!!!

Tempus fugit

Postato il
28/05/2014
ora 13:43:13

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Grazie amici, mi fa veramente tanto piacere condividere con voi questa passione, poi ci si vedrà un giorno o l'altro da qualche parte... Panta rei allora attendiamo che ti escano le parole giuste...Johnni a presto!

Nicola

Postato il
29/05/2014
ora 16:38:04

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Complimenti vivissimi Tempus !
sia per la tua impresa che per il bellissimo racconto ! complimenti ancora !!!!

Fantastico !

Tempus fugit

Postato il
30/05/2014
ora 13:58:11

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Caspita riecco Nicola! Ti davo oramai per disperso in qualche bosco o in montagna in corse estreme...oramai non è quello il tuo habitat? Comunque grazie anche a te, farai qualche trail quest'estate?? A presto!

Nicola

Postato il
01/06/2014
ora 11:16:27

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Eh si mi sono un pò perso ! Sai a febbraio è nata mia figlia e sto correndo in modo diverso !  ....ad ogni modo sto riprendendo poco alla volta e qualcosa farò quest'estate ! Ci si vede e ancora complimenti !!! 

Tempus fugit

Postato il
02/06/2014
ora 23:31:40

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e complimenti a te Nicola per la nascita di tua figlia...piano piano ritroverai anche i tuoi spazi di corsa!

Nicola

Postato il
04/05/2015
ora 14:59:28

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Ciao Tempus !
Dopo la mia prima 50 corsa a Castello, chiusa per me in modo soddisfacente, ho deciso di fare la "pazzia" !
Mi sono iscritto al Passatore !
Ho riletto il tuo appassionante racconto e non vedo l'ora di partire....ho bisogno però di qualche "dritta" da te e da chi legge e l'ha già corsa....cose pratiche e utili da sapere per partire con un "minimo" di serenità..... Grazie a tutti, ci vediamo a Firenze....e se volete darmi qualsiasi tipo di consiglio, ovviamente è ben accetto !

Tempus fugit

Postato il
11/05/2015
ora 14:16:52

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Ehilà Nicola! Sono contento che hai preso questa decisione...comunque ritengo il Passatore un'avventura, da vivere soprattutto con la testa...ovviamente non bisogna trascurare la preparazione fisica! A mio modo di vedere si tratta di una mezza follia, ma che vale la pena di essere fatta. Se lo devi fare con piena coscienza non lo fai. Lo fai per tanti motivi fortemente "emozionali", anche e soprattutto extrasportivi. Innanzitutto, i luoghi della corsa. Io amo tantissimo la Romagna toscana, e quel percorso che attraverso gli appennini dalla Toscana conduce "verso casa" ha una valenza affettiva molto profonda. Secondo, il carattere "sociale", collettivo. In fondo chi corre è (quasi) sempre solo con se stesso. La fatica è egoisticamente individuale, incondivisibile. Ma almeno partire tutti assieme e condividere con altri, amici e conoscenti, una parte o alcune parti di questa esperienza, anche solo due battute, due chiacchiere, prima durante e dopo è un grande arricchimento che trasmette una sensazione di appartenenza ad un mondo, almeno quello dei runners. E poi...poi la natura, l'esperienza mistica della marcia notturna, attraverso paesini di montagna...E certo anche la consapevolezza di compiere uno sforzo non indifferente, l'impresa sportiva tra virgolette, è pur sempre un motivo di orgoglio l'averla portata a termine, anche se non riuscire a farlo non deve essere una vergogna perchè 100 km da percorrere di corsa e/o a piedi sono sempre un'incognita. Quindi l'importante è provarci e godersi l'atmosfera a pieni polmoni, anzi anima, cuore e...polpacci! Poi potrei parlare e scriverne per delle ora...il Passatore è stata una delle più belle esperienze della mia vita...mi saprai dire anche tu! Spero di vederti a Firenze e salutarti prima della partenza...o Passatore facendo! Così come spero di incrociare Panta rei (non so neanche che faccia abbia) e tutti gli altri amici runners...Ho già i brividi a pensarci! A presto !

Tempus fugit

Postato il
11/05/2015
ora 14:17:35

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Ops scusate sono diventato uno e trino...

Tempus fugit

Postato il
11/05/2015
ora 20:10:06

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Nicola per le cose pratiche scrivimi su fugittempus421@gmail.com 

Nicola

Postato il
25/05/2015
ora 14:46:22

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.....l'ansia sale ma al contempo sale anche la voglia di "vivere" questa esperienza che so già, rimarrà scolpita dentro di me....



Letto n. 1705
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